Comunarie a Palermo, caos candidature

Comunarie a Palermo, caos candidature

PALERMO – Non c’è pace, “nemmeno fra gli ulivi”, a Palermo in tema di candidature per le prossime elezioni a sindaco. Da un lato il PD, che con le sue diverse anime, intende, o forse no, appoggiare il primo cittadino uscente Leoluca Orlando; dall’altro, Gianfranco Miccichè che con Forza Italia vuole sostenere la candidatura di Fabrizio Ferrandelli, già candidato alle elezioni precedenti col partito democratico; sempreché e come dice lo stesso Miccichè “esca pulito dall’accusa di voto di scambio”: L’accusa è: quattromila euro in cambio di un centinaio di preferenze alle elezioni comunali e tremila per il successivo appoggio alle regionali.

La Sicilia, si è detto sempre, è il laboratorio politico per sperimentare alleanze politiche, nuovi metodi di gestione della cosa pubblica; in buona sostanza rappresenta adesso le basi di una nuova fucina per portare i partiti fuori dalle ataviche ideologie politiche. E neanche ci fermiamo qui! Lo sport ed in particolare il metodo calcistico, pare stia subentrando anche nel settore della politica. Se andiamo un po’ indietro nel tempo, le squadre di calcio appartenevano ai propri tifosi, per meglio dire venivano governate esclusivamente per partecipare ai campionati, con l’esclusivo interesse degli stessi tifosi di vincere e affermarsi nelle varie competizioni. Con il passare del tempo, le squadre sono diventate vere proprie società imprenditoriali atte a realizzare profitti con la compravendita di giocatori, maggiormente stranieri, ed altro (di cui per carità di Dio, non osiamo parlare!); oggi vengono investiti centinaia di milioni di euro, specie per quelle che navigano nella massima serie.

Ritornando al tema in esame, anche i partiti, per poter conquistare nuovi poteri a livello di Comuni e Regioni sono alla ricerca di accalappiare figure politiche di un certo rilievo o persone affermate nella società civile, non tenendo il benché minimo conto di vecchie appartenenze, o di trascorsi dubbi. E fin qui nulla da eccepire! In politica, le scelte dei candidati passano sempre al vaglio delle votazioni politiche o amministrative che siano; l’importante è che la cosiddetta tendenza intrapresa non porti a fenomeni di patologie sociologiche come devianze e varianze politiche, ovvero all’ “acquisto” di giocatori stranieri, pardon, di politici stranieri. Sicuramente non arriveremo al mercato argentino come nel calcio, ma immaginate: Marin Le Pen, candidata della Lega in contrapposizione a Barack Obama candidato del PD al Comune di Milano, oppure a Roma con la candidatura di Nigel Farage da parte dei 5 Stelle, o per ritornare a Palermo andiamo al paradosso, con la candidatura di Giovanni Gambino, figlio di un boss della criminalità organizzata della Grande Mela, il quale avverte: se i jihadisti hanno in programma di attaccare New York, dovranno fare i conti con la mafia siciliana, pronta a fare la sua parte per fermare gli uomini del Califfato e per proteggere i cittadini.

Giuseppe Firrincieli

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