Salvo Toscano torna con l’ultima storia dei fratelli Corsaro: “Insoliti sospetti”

Salvo Toscano torna con l’ultima storia dei fratelli Corsaro: “Insoliti sospetti”

PALERMO – L’estate è tempo di gialli e il giornalista e scrittore Salvo Toscano ha da poco presentato la sua ultima fatica letteraria. In libreria – edito dalla Newton Compton – è approdato l’ultimo capitolo della saga dei fratelli Corsaro dal titolo “Gli insoliti sospetti”.

Si tratta di un romanzo dal ritmo serrato – non senza colpi di scena – che vede come protagonisti Fabrizio Corsaro, un cronista di nera con la passione per le donne, e il fratello Roberto, un avvocato in piena crisi esistenziale.

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I due si imbatteranno in Onofrio Palillo, salumiere di mezz’età, che viene scarcerato dopo un periodo di ingiusta detenzione con l’accusa di omicidio.

Fabrizio Corsaro lo contatta per fargli raccontare la sua odissea giudiziaria in un’intervista. Ma quando il giornalista si presenta all’appuntamento con Palillo, lo trova morto in casa sua, ucciso da tredici coltellate.

Per una catena di sfortunate coincidenze, però, gli inquirenti cominciano a sospettare lo stesso Fabrizio di essere il killer. E toccherà al fratello Roberto cercare di tirarlo fuori dall’incubo nel quale la sua vita è sprofondata all’improvviso.

Con la complicità del vicequestore Domenico Fisichella, l’ex capo della Omicidi parcheggiato all’ufficio passaporti perché schiavo dell’alcolismo, scaverà infatti nel misterioso passato di Palillo, scoprendo più di un segreto.

NewSicilia.it ha intervistato l’autore, Salvo Toscano.

Arrivi in libreria con un altro capitolo della saga dei fratelli Corsaro. Quanto vuoi bene ormai a questi due personaggi?

“Tanto, mi fanno compagnia da dieci anni. E quasi si scrivono da soli, ormai. Con questo libro però si apre una seconda fase della loro storia, dopo la prima trilogia delle origini. Li ritroviamo prossimi ai quaranta. Stanno diventando grandi”.

Quanto ti è servita l’esperienza da cronista per tracciare lo sfondo e l’intreccio del romanzo?

“Scrivere romanzi è molto diverso da scrivere come cronista. Sono due mondi molto lontani. Il primo è lo sfogo della fantasia, il secondo è vincolato alla realtà”.

Quali tuoi pregi e difetti hai trasmesso ai tuoi due personaggi?

“I difetti un po’ tutti. I miei pregi non li ho molto chiari”.

C’è un volontario oppure casuale riferimento alla vicenda del giallista Massimo Carlotto? Mi riferisco al cadavere ritrovato in casa che richiama la vicenda, diversissima poi per molti aspetti, capitata al romanziere.

“No, non pensavo a Carlotto. Mi ci stai facendo pensare tu, a dire il vero. Ho letto diversi suoi libri, un paio li ho amati molto”.

Che riscontri hai avuto dai colleghi? Hai in cantiere altre storie della “saga” Corsaro?

“Tanti colleghi sono lettori affezionati dei fratelli Corsaro. E su Insoliti sospetti sto avendo riscontri molto incoraggianti. Non solo da colleghi ma da tanti lettori che mi scrivono sui social. Altre storie? Certo, vuoi lasciare disoccupati i fratellini? La prossima indagine sarà un omaggio. A una persona molto importante per me”.

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