Tragedia Sansovino: i tre operai sarebbero stati uccisi dalle esalazioni di acido solfidrico

Tragedia Sansovino: i tre operai sarebbero stati uccisi dalle esalazioni di acido solfidrico

MESSINA – Nuovo sopralluogo ieri pomeriggio sulla nave Sansovino dove lo scorso 29 novembre morirono tre operai, Christian Micalizzi, Gaetano D’Ambra e Santo Parisi.

Per la prima volta, alla presenza dei consulenti della procura, dei periti di parte e dei difensori, è stata aperta la cassa stagna dell’imbarcazione. 

Secondo le ultime ipotesi, sarebbe stato l’ambiente intossicato e l’impianto di areazione non funzionante ad uccidere i tre marittimi.

Subito dopo il tragico incidente, la Sansovino era diventata una bomba ecologica. Prima di procedere con le indagini, la procura di Messina ha dovuto assoldare una ditta specializzata per effettuare una bonifica.

I tre operai sarebbero, quindi, stati uccisi dall’acido solfidrico inalato subito dopo l’apertura della cassa stagna. Anche l’impianto di areazione intasato dalla stessa melma potrebbe aver contribuito alla morte dei tre operai. 

Se così fosse, si complicherebbe il quadro delle indagini: lo scorso aprile, infatti, durante un’ispezione dettagliata a Porto Empedocle, gli ispettori segnalarono carenze nella sicurezza, nella gestione e nella prevenzione dell’inquinamento, anche decisero di non imporre lo stop alla nave.

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