Studentesse americane studiano pomodorino di Pachino

Studentesse americane studiano pomodorino di Pachino

PACHINO – L’America chiama, la Sicilia risponde: saranno otto le studentesse americane dell’Arcadia University, che si confronteranno con alcune tra le aziende più rilevanti del territorio siracusano. Le studentesse, coordinate dal docente di Family Business Paolo Loreto, saranno impegnate a mappare, analizzare i processi produttivi di cinque aziende siracusane, per disegnare un progetto di internazionalizzazione che possa integrare le azioni già attive al momento su questo versante. Tra le 5 aziende scelte per capacità di interlocuzione con i mercati internazionali c’è anche il progetto PACH.ITA, che rappresenta una nuova realtà commerciale, approdata sui mercati internazionali da poche settimane, che intende raggruppare i maggiori produttori di pomodoro di Pachino, soprattutto nelle due varietà ciliegino e Marinda.

Foto comunicato stampa Prof. Loreto

Il gruppo Fortunato, socio fondatore di PACH.ITA e leader nella commercializzazione di ortofrutta d’eccellenza, ospiterà 4 studentesse coinvolte nel progetto per un mese. Grazie all’interazione tra il management dell’azienda e le studentesse sarà stilato un piano di internazionalizzazione per il brand PACH.ITA: “Si tratta di un progetto ambiziosoafferma Joe Fortunato, amministratore del gruppo che vuole rafforzare il valore del prodotto e del brand territoriale, celebre in tutto il mondo, conferendo ai produttori una maggiore forza contrattuale. Il nostro pomodoro è richiestissimo in Germania, Danimarca, Olanda e in tutto il nord Europa. PACH.ITA intende dialogare con loro con una prospettiva unitaria, che certamente premierà questa scelta”.

06 2015 - Progetto Arcadia University Pach.ITA-7

Ci è sembrato interessanteaggiunge Paolo Loreto, docente referente del progettoaggiungere questo case history al nostro percorso di studio. Tra le otto studentesse che hanno aderito, 4 si occuperanno del progetto PACH.ITA. Tra circa un mese, presenteremo i risultati della nostra ricerca e delle proposte per migliorare l’efficacia dei processi di internazionalizzazione”.

Commenti