“Ho soccorso io Leo”, parla la compagna di classe di De Francesco

“Ho soccorso io Leo”, parla la compagna di classe di De Francesco

CATANIA – “Solitamente non percorro la via Valdisavoia per raggiungere la mia scuola, ieri invece ho imboccato quella maledetta strada. Camminavo con le mie amiche e ad un certo punto ho sentito il forte scontro tra una moto e una macchina, poi ho visto un ragazzo a terra: era Leo, l’ho riconosciuto immediatamente”.

Queste le parole di Giada Privitera la compagna di classe di Leonardo De Francesco, che ieri è stata la prima a soccorrere il giovane in evidente stato di difficoltà.

Ce l’ha davvero messa tutta, Giada, che ha agito con fermezza, senza farsi prendere dal panico per l’affetto che provava per il giovane, prima che arrivassero i soccorsi.

“Quando abbiamo chiamato il padre, era tranquillo non immaginava neanche cosa fosse successo – dichiara Giada -. È un carabiniere che, sempre per caso, si trovava in servizio nei dintorni mentre la madre era a casa”.

Il giovane, dopo l’impatto, è caduto di pancia e ciò ha causato la perforazione dei pomoni.

“Quando è arrivato in ospedale lo hanno sedato e sottoposto alla Tac, ma il trauma più forte Leo lo ha riportato ai polmoni e ad un braccio che ho cercato di medicare come potevo – racconta Giada -. È quando ha iniziato a rantolare che ho temuto il peggio”.

Ad oggi nessuno si spiega come questa tragedia sia potuta accadere. In molti dipingono il giovane come un ragazzo molto prudente.

“Leonardo era un ragazzo molto tranquillo, indossava sempre il casco. Non so cosa gli sia passato per la testa, ma sono certa che pensava di rientrare in tempo nella sua corsia – conclude Giada -. Adesso ho solo il suo viso nella testa. Mi mancherà tanto, mancherà a tutti noi”.

Una storia di fatalità. Il tragico epilogo di un “calcolo sbagliato” che lascerà per sempre un vuoto incolmabile.

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