S.G. Galermo: “Ridateci ‘a rutta i Sangiuvanni”, chiusa e non più riaperta

CATANIA – La Grotta di San Giovanni, nel territorio di San Giovanni Galermo, rappresenta uno dei più importanti siti naturalistici di Catania; censita nel foglio nazionale delle grotte insieme al “Marrano” di via Barriera e a quella del rione Poggio del Lupo in Misterbianco.

È uno dei simboli di San Giovanni Galermo, dato che ha salvato la vita a tanti Sangiovannesi dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, servendo da luogo di riparo.

Nel 2010, il Sindaco Stancanelli ne dispose la chiusura nell’attesa di effettuare i controlli necessari per rendere la grotta stabile e sicura.

Ad oggi, non è mai stato avviato alcun atto diretto ad effettuare gli opportuni monitoraggi, indicati nella delibera sindacale del 20 maggio 2010, e non è mai stato posto in essere alcun intervento di consolidamento.

Il 27 ottobre è stata presentata una mozione, a firma del consigliere della IV Municipalità, Erio Buceti, nella quale si richiede di bonificare la zona dai rifiuti presenti, mettere in atto tutte le azioni necessarie dirette a verificare l’agibilità e l’eventuale consolidamento strutturale della Grotta in modo tale da restituire ai Sangiovannesi ed alla città di Catania uno dei più importanti siti storici-naturalistici presenti.

Gli studenti dell’I.C. Di Guardo-Quasimodo hanno effettuato una pacifica dimostrazione per chiederne la riapertura.

Per Maria Maugeri, che risiede nella zona: “La Grotta della Chiesa ha rivestito durante i secoli diverse funzioni entrando così a far parte attivamente della vita quotidiana del nostro piccolo borgo. È stata anche rifugio da parte dei nostri nonni durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. È vivo ancora in noi il ricordo di quando, durante la festa patronale, “a rutta i Sangiuvanni” veniva aperta alla cittadinanza con grande entusiasmo dei visitatori. Pertanto essa rappresenta un patrimonio da tutelare, valorizzare che appartiene all’intera comunità”.

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