Migranti, oggi tumulazione a Palermo di alcune salme. Orlando: “Nel Mediterraneo un genocidio”

Migranti, oggi tumulazione a Palermo di alcune salme. Orlando: “Nel Mediterraneo un genocidio”

PALERMO – Quest’oggi, con l’autorizzazione della procura di Palermo, si procederà alla tumulazione dei primi 6 corpi dei 52 migranti morti asfissiati all’interno della stiva di un barcone.

Soltanto 6 persone sono state identificate: gli altri corpi attendono di essere riconosciuti. Le sepolture avverranno a Palermo e la giunta comunale fa sapere di voler aderire al momento di riflessione e di preghiera “Basta con le morti in mare. Sì all’apertura dei canali umanitari”, che si terrà questo pomeriggio all’altezza del molo Puntone del porto di Palermo.

L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Palermo insieme alla Consulta delle Culture, dalla Diocesi di Palermo, dalla Caritas Palermo, dalla Famiglia Missionaria Comboniana, dall’Ufficio Migrantes, dal Forum antirazzista, da Borderline Sicilia, dall’Osservatorio Nourredine Adnane, dai Salesiani Santa Chiara, da CISS, dall’Ufficio Missionario, dall’Associazione Diritti e Frontiere, dalla Comunità di Sant’Egidio, e dalle parrocchie di Santa Lucia, San Francesco di Paola, Stella Maris, Nostra Signora della Consolazione, Maria S.S. della Lettera, SS. Pietro e Paolo Apostoli.

“Un’iniziativa che mostra ancora una volta la grande umanità e sensibilità di Palermoha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando – e che conferma ancora una volta Palermo come città dell’accoglienza. Noi non vogliamo essere complici del genocidio in corso nel Mediterraneo – ha aggiunto il primo cittadino – e facciamo nostra ogni iniziativa volta a superare logiche e pratiche di contrapposizione, rifiuto e chiusura”.

Anche l’Ugl Sicilia ha sottolineato l’emergenza: “È sotto gli occhi di tutti la disperata traversata di migliaia di migranti, che si schianta inesorabilmente dopo lo sbarco in Italia in una illusione di poter cambiare concretamente la loro vita”.

“Al punto in cui ci troviamo non è possibile tollerare aggiunge il sindacato – che il fiume di vite umane possano morire in mare o lasciarli mendicare per le città, soprattutto se a questo si aggiunge il malessere sociale che è imploso da qualche anno nel nostro paese. Riteniamo – approfondisce l’Ugl Sicilia che gli aiuti umanitari siano dovuti alle popolazioni privi di viveri e medicine, da parte dei paesi industrializzati come l’Italia, ma con numeri alla mano non crediamo sia possibile assorbire, sia in termini di welfare che di politiche attive del lavoro, una tale ondata immigratoria, come riferisce l’Ocse nel suo ultimo rapporto, l’Italia è il quarto paese dell’area Ocse per percentuali di senza lavoro, purtroppo anche il resto d’Europa conta una notevole disoccupazione, quindi la domanda che pone il nostro sindacato è come faremo a dare un lavoro a tutti?”.

Commenti