Messina ancora senz’acqua. La Guardia di Finanza indaga sull’aumento dei prezzi

Messina ancora senz’acqua. La Guardia di Finanza indaga sull’aumento dei prezzi

MESSINA– Una città senz’acqua da giorni, cittadini esasperati, scuole e uffici chiusi: benvenuti a Messina, una città allo stremo delle forze da quando, ormai una settimana fa, una tubatura si è rotta a Calatabiano, in provincia di Catania, a causa di una frana.

Da allora la città dello Stretto vive un incubo, con difficoltà anche nelle cose più semplici, come ha raccontato ieri una nostra lettrice.

Una situazione, se possibile, resa ancora più difficile dai commercianti che, come testimoniato dai consumatori, hanno aumentato i prezzi delle confezioni d’acqua; a tal proposito la guardia di Finanza ha avviato i controlli per accertare e reprimere eventuali situazioni di ingiustificato aumento del prezzo al dettaglio e all’ingrosso dell’acqua minerale negli esercizi commerciali, anche della grande distribuzione.

Ulteriori controlli sono in corso e riguardano le imprese di trasporto acqua, per verificare il possesso delle previste autorizzazioni sanitarie e amministrative, col preciso fine di prevenire eventuali rischi per la salute pubblica connessi a carenze igienico-sanitarie. 

Sulla vicenda è intervenuto Carmelo Picciotto, presidente Confcommercio di Messina che ha detto: “Non ci vengono segnalati al momento casi d’aumento spropositati dell’acqua minerale, se qualche ritocco ai prezzi c’è stato è imputabile alla logica di mercato e in modo particolare ai costi della distribuzione; tuttavia se qualcuno a Messina ha approfittato del bisogno è giusto che sia sanzionato dagli organi preposti“.

Quello che è diventato il “caso #messinasenzacqua“, dopo l’appello di Rosario Fiorello nei giorni scorsi, ha suscitato aspre polemiche.

Secondo Calogero Foti, dirigente generale della Protezione Civile: “Bisognava agire prima per affrontare questa grave emergenza. Io avrei affrontato la situazione in modo differente – spiega Foti – Sarebbe stato opportuno comprendere realmente le dotazioni del Comune e immediatamente chiedere supporto, perché la logica del sistema di Protezione civile è che insieme si può fare più del singolo. È questa la forza del sistema. Non bisogna avere alcuna remora a chiedere aiuto, quando c’è necessità“.

Non se la prende con il sindaco, Renato Accorinti, però Calogero Foti ritiene che gli uffici del Comune avrebbero dovuto chiedere aiuto già giorni fa. “È facile dare le colpe di tutto al sindaco, bisogna, però, capire quali informazioni siano state date al primo cittadino, a me interessa solo risolvere i problemi. Nella giornata di ieri abbiamo affrontato la vicenda e già oggi si sono trovate delle soluzioni. Sono discretamente fiducioso. Ieri ho fato ‘pedinare’ l’Amam dai miei tecnici per capire cosa si intendeva fare per ripristinare il funzionamento della condotta. Già siamo a buon punto, c’è una parziale ripresa dell’attività. Dopo di che c’è la realizzazione del bypass per potere reperire una fonte differente da quella adoperata normalmente, perché adesso si useranno anche le acque dell’Alcantara“.

Intanto il sindaco di Messina, Renato Accorinti, tranquillizza i cittadini con un post su Facebook: “Da Calatabiano da 35 minuti abbondanti l’acqua è stata aperta. Il flusso di acqua è continuo e senza ostacoli verso Messina“. L’annuncio arriva poco dopo le 10. In precedenza il primo cittadino di Messina aveva annunciato a Radio Anch’io e poi scritto sempre su Facebook: “Dalle ore 9 di stamattina cominceranno le operazioni di immissione dell’acqua nella condotta di Calatabiano. In tarda mattina dovrebbe arrivare l’acqua nelle case dei messinesi. Vanno avanti anche i lavori per il ‘bypass Alcantara’ che ci servirà anche per il futuro“.

Non resta che attendere che la situazione ritorni alla normalità, senza però far spegnere i riflettori su una situazione allarmante: infatti, quest’emergenza è figlia di un grave problema di dissesto idrogeologico che ha comportato importanti smottamenti e frane, bloccando l’autostrada Messina-Catania, prima, e danneggiando la tubatura all’altezza di Calatabiano, dopo. Senza un adeguato piano di messa in sicurezza delle colline e dei terreni non si potrà far altro che aspettare la nuova emergenza.

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