Maltratta la moglie, violenza anche sui figli che fanno da scudo: arrestato 55enne. Altri due casi simili

Maltratta la moglie, violenza anche sui figli che fanno da scudo: arrestato 55enne. Altri due casi simili

CATANIA – Nel pomeriggio dell’ 8 marzo 2017, la procura della Repubblica di Catania ha delegato la Polizia di Stato per l’esecuzione della misura repressiva dell’allontanamento dalla propria casa e contestuale divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emessa dal gip di Catania su conforme richiesta dell’ufficio inquirente nei confronti di un uomo, P.R., 55enne, pregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate nei confronti della moglie.

L’attività d’indagine condotta dalla squadra mobile – Sezione “Reati contro la Persona”, ha preso spunto dal ricovero della persona offesa, avvenuto nel mese di Dicembre, presso un ospedale cittadino, in occasione del quale alla donna vennero riscontrate “contusioni alla regione dorsale ed all’emitorace destro”. La donna, opportunamente interrogata dal personale della Squadra Mobile specializzato in reati in danno delle cosiddette “fasce deboli” e di “violenza di genere”, riferiva di essere stata malmenata dal marito ma di non volerlo denunciare.

La vittima ha affermato, inoltre, di aver denunciato in precedenza l’uomo, ma di aver successivamente rinunciato alle querele. Aggiungeva, inoltre, di aver fatto ricorso già in altre occasioni alle cure ospedaliere a seguito delle aggressioni del marito. Inoltrata la comunicazione di reato alla procura della Repubblica, il pm titolare delle indagini conferiva delega alla P.G. – sezione specializzata della Squadra Mobile – che ha accertato che effettivamente la vittima aveva fatto ricorso per ben tre volte – nel 2011, nel 2013 e nel 2015 – alle cure ospedaliere, per traumi e contusioni di vario genere, e che in un’occasione aveva riferito al personale sanitario di essere accidentalmente caduta per strada.

È stata quindi disposta un’ approfondita attività di indagine; sono state interrogate persone informate sui fatti, che confermavano lo stato di terrore in cui la donna viveva ormai da diversi anni, vittima non solo delle aggressioni fisiche dell’uomo, ma anche di gravi forme di violenza psicologica derivanti da gravi ingiurie, umiliazioni e offese personali. È stato anche accertato che l’uomo si era reso responsabile, nel corso degli anni, anche di episodi di violenza nei confronti dei figli che in alcuni casi intervenivano in difesa della madre.
L’ordinanza notificata in data 8 marzo compendia gli esiti dell’ attività d’indagine, e dispone per P.R. l’allontanamento dalla propria abitazione, con il contestuale divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie.

Un caso simile di violenza è stato posto in analisi la mattina del 21 febbraio 2017, quando la polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Catania, ha ha disposto gli arresti domiciliari, nei confronti di un uomo, T.M.I.S., 31enne, pregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori e lesioni gravissime nei confronti della ex compagna.

L’attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile – Sezione “Reati contro la Persona”, ha preso spunto dal ricovero della donna, avvenuto nel mese di gennaio, presso un ospedale cittadino, in occasione del quale alla donna vennero riscontrate lesioni personali, a seguito di una colluttazione avuta con l‘ex compagno, che le aveva causato “trauma al quarto dito della mano sinistra, la frattura della falange”.

Inoltrata la comunicazione di reato alla procura della Repubblica, il pm titolare delle indagini ha delegato la P.G. – sezione specializzata della Squadra Mobile – la quale ha accertato che T.M.I.S., destinatario di provvedimento di ammonimento questorile per “atti persecutori”, non accettando la fine della relazione con la compagna, aveva continuato nel proprio comportamento nei confronti della donna, con condotte reiterate consistenti in messaggi sms e mail, e appostamenti presso il luogo di lavoro, cagionandole un perdurante stato d’ansia e causandole un fondato timore per la propria incolumità.

L’uomo si è inoltre reso responsabile di un’aggressione nei confronti dell’ex compagna, avvenuta la notte tra il 5 e il 6 febbraio 2017, quando, in occasione dei festeggiamenti di Sant’Agata, in una nota piazza del centro cittadino, cuore della festa, ha colpito la donna con un pugno al volto causandole la “frattura del primo e del secondo incisivo superiore destro”. L’ordinanza notificata in data 21 febbraio compendia gli esiti della predetta attività d’indagine, e dispone per T.M.I.S. gli arresti domiciliari.

Caso altrettanto simile la mattina del 7 novembre 2016, quando la polizia di Stato ha tratto in arresto, R.V., 47enne, ritenuto responsabile del reato di atti persecutori. L’attività d’indagine ha tratto spunto dalla denuncia presentata da una professionista della provincia catanese, la quale ha dichiarato di subire continui atti persecutori da parte di un cittadino mauriziano.

L’uomo aveva lavorato come badante per l’anziano padre della vittima, poi deceduto, nell’abitazione sita in un comune dell’hinterland etneo, ed aveva quindi iniziato, approssimativamente dalla Pasqua del 2014, a tenere comportamenti persecutori, che consistevano in continue telefonate e messaggi scritti e vocali nei confronti della donna, di cui è riuscito a ottenere anche il nuovo numero di telefono, nonostante la vittima avesse cambiato sim, nonché nel farsi trovare nei luoghi frequentati dalla donna o presso lo studio, che si trova nel centro cittadino. 

L’attività d’indagine è confluita in apposita comunicazione di reato alla procura della Repubblica, e il pm titolare delle indagini conferiva delega alla P.G. – sezione specializzata della Squadra Mobile. Pertanto, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, la prima mattina del 7 novembre 2016, personale della Squadra Mobile, dopo aver appreso che la vittima sarebbe giunta a Catania, ha deciso di appostarsi per un controllo nei pressi dello studio professionale della donna.

Gli operatori scorgevano il cittadino mauriziano a poche decine di metri dallo studio: l’uomo era intento a effettuare una telefonata. Una volta bloccato, dal telefono è emerso che l’uomo era intento a telefonare al numero di cellulare della vittima, e che poco prima aveva contattato il numero di casa della donna. Il telefono è stato sequestro, e il cittadino extracomunitario arrestato. Inoltre, essendo stato accertato che l’uomo non era in regola con il permesso di soggiorno in Italia, sono state avviate le pratiche per l’espulsione dal territorio nazionale.

Immagine di repertorio

Commenti