Funivia dell’Etna, monopolio che distrugge l’economia. Borzì: “Prezzi troppo alti”

Funivia dell’Etna, monopolio che distrugge l’economia. Borzì: “Prezzi troppo alti”

NICOLOSI – Tanto bello quanto caro, l’Etna è da sempre una delle mete più ambite della Sicilia e addirittura d’Italia. Il vulcano attivo più alto d’Europa nel 2013 è entrato a far parte della lista dei siti patrimonio dell’UNESCO come “uno dei vulcani più emblematici del mondo” e già fatica a mantenere questo titolo.

Per quanto l’Etna sia meraviglioso e ci regali ogni giorno paesaggi e spettacoli unici al mondo, il monopolio delle zone di accesso alle zone sommitali del vulcano rischia di ledere il diritto del nostro gigante buono a far parte dei beni patrimonio dell’umanità, contravvenendo a un principio fondamentale: l’accessibilità.

L’Agcm, Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha più volte denunciato il fatto come una distorsione della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato. Il vulcano appare diviso in due metà: il versante nord, Piano Provenzana, le cui vie di accesso “appartengono” alla STAR S.r.l. e il versante Sud, ricadente nel comune di Nicolosi, in cui la funivia che porta alla parte più alta del vulcano è gestita da Funivia dell’Etna S.p.A. Due società, un unico proprietario: Francesco Russo Morosoli.

“Il monopolio della Funivia dell’Etna – ha dichiarato a Newsicilia il sindaco di Nicolosi, Antonino Borzì – rappresenta un danno economico elevatissimo in una zona in cui l’economia e il mercato si basano in gran parte sul turismo. I prezzi sono eccessivi e l’accesso, che dovrebbe essere alla portata di tutti, invece non è favorito. Solo il viaggio in funivia parte dai 30 euro”.

A inasprire la controversia c’è un errore, a detta di Russo, del Comune: gli impianti sono stati costruiti su terreni privati. La Funivia dell’Etna “condivide” il terreno con la Turistica Mongibello, che ha già richiesto per le vie legali un milione e mezzo di euro come risarcimento danni per l’occupazione illegittima. Al centro della polemica anche la questione sicurezza e manutenzione delle strutture, vittima di un ciclo infinito di scaricabarile tra il Comune e la società coinvolta. 

“La gestione della funivia – spiega Borzì – è stata assegnata su concessione del Comune di Nicolosi nel 1991, ed è stata rinnovata nel 2006 con scadenza nel 2021. Abbiamo già attivato le procedure per il riscatto dell’impianto e in accordo con l’Agcm, alla scadenza della concessione, saranno pubblicati i bandi per le gare pubbliche, sperando in una nuova gestione più economica e collaborativa”.

C’è mai stato un tentativo di avvicinamento tra Comune e Funivia dell’Etna?

“Certamente si. I contatti sono stati tanti, ma mai un punto di incontro. Le posizioni sono distanti e non c’è disponibilità a trattare” ha concluso Borzì.

Commenti