Estorsioni on-line: ecco come proteggersi dalla minaccia

Estorsioni on-line: ecco come proteggersi dalla minaccia

PALERMO – Il fenomeno delle estorsioni on-line, a sfondo sessuale, è purtroppo in continua crescita e le vittime più numerose sono i giovani ragazzi che cadono costantemente nelle trappole predisposte sul web.

La polizia postale di Palermo ha infatti spiegato che, quando la vittima è un ragazzo, le modalità di estorsione sono semplici e sempre le stesse. La vittima riceve una richiesta di amicizia sul social network proveniente da una ragazza giovane ed avvenente, se viene accettata la richiesta la ragazza passa subito alla chat istantanea e dopo aver scambiato qualche battuta la ragazza fornisce un nome utente di videochat e attende di essere contattata su quella piattaforma.

Se l’utente cede e inizia a spogliarsi davanti alla webcam il gioco è fatto e la situazione diventa molto seria poiché le immagini del malcapitato, probabilmente nudo, vengono registrate e la vittima, in tempi brevissimi,riceve una richiesta di denaro con la minaccia, in caso di mancato pagamento, di diffusione del video tra i contatti della vittima, selezionati precedentemente.

In questi casi la polizia postale consiglia di non pagare mai la somma richiesta poiché queste non finiranno mai e diventeranno sempre più esose, di bloccare subito il contatto sia sul social network che sulla videochat, di inoltrare una richiesta di rimozione del video ai gestori della piattaforma e sporgere al più presto denuncia alla polizia postale o al più vicino ufficio di polizia.

Per evitare di cadere in queste trappole non bisogna mai concedere l’amicizia sul social network a persone che non sono conosciute nella vita reale, non scambiare mai messaggi privati con utenti appena conosciuti e configurare i propri profili in modo tale da renderli “invisibili” agli sconosciuti.

La prevenzione di questo, purtroppo, diffuso fenomeno è molto importante al fine di evitare situazioni molto gravi, perché il reato nel linguaggio corrente lo si indica come “ricatto”, inteso  giuridicamente come una vera e propria estorsione.

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