Cresce la povertà sommersa: al Sud situazione gravissima

Cresce la povertà sommersa: al Sud situazione gravissima

PALERMO – Secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato informazioni e dati raccolti sull’intero territorio nazionale, la povertà sommersa è cresciuta smisuratamente negli ultimi anni, insieme al numero di famiglie in difficoltà economiche, cresciuto fino al 25%. Vale a dire che una famiglia su quattro stenta ad arrivare a fine mese.

Al Sud, poi, la situazione registrata risulta essere peggiore rispetto al resto dell’Italia. Nel corso del 2014 sono aumentate le persone che fanno ricorso a varie forme di sussidi: dai sostegni pubblici destinati a chi perde il lavoro ai finanziamenti personali chiesti per spese impreviste e non coperte con i redditi, dalle moratorie sui mutui alla richiesta di anticipo del trattamento di fine rapporto (utilizzato anche per le spese di tutti i giorni), dal sistematico ritardo nel pagamento delle tasse e dalla crescita delle rateizzazioni delle cartelle esattoriali ai versamenti fatti con denaro prestato o regalato da familiari.

L’emergenza principale è risaputa: la perdita del posto di lavoro che, ovviamente, ha provocato un incremento dei sussidi pubblici dalla cassa integrazione straordinaria alle varie indennità erogate per la disoccupazione. Poi ci sono i prestiti personali, dal momento che gli stipendi non bastano più. Sempre sul versante finanziario è rilevante il fenomeno delle moratorie sui mutui, cioè gli accordi tra il ministero dell’Economia e le associazioni che rappresentano gli istituti volti a congelare temporaneamente le rate. Altro aspetto importante è l’aumento delle richieste di anticipo del Tfr.

Per quanto riguarda le tasse, i Caf di Unimpresa hanno rilevato il sistematico ritardo nel versamento delle varie imposte, da quelle sugli immobili all’Iva e all’Irpef, specie per artigiani e liberi professionisti.

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