Cisl Catania: job acts e disoccupazione, punti interessanti e criticità

Cisl Catania: job acts e disoccupazione, punti interessanti e criticità

CATANIA – Dall’1 marzo è entrato in vigore il cosiddetto Jobs Act e i decreti delegati. Che cosa cambia per chi lavora già? Esiste ancora il normale contratto a tempo indeterminato? Che succede se si viene licenziati? Sono alcune delle domande alle quali stamattina si è cercato di dare una risposta nel corso del seminario organizzato dalla Cisl di Catania su “Jobs Act e Nuova Aspi”.

Alla platea di delegati e componenti delle rappresentanti sindacali unitarie e aziendali hanno parlato Marco Lai, docente di Diritto del lavoro all’Università di Firenze e consulente del Centro Studi nazionale della Cisl, Vincenzo Salanitri, responsabile del patronato Inas Cisl di Catania. I lavori sono stati aperti da Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea, e conclusi da Giorgio Tessitore, segretario regionale Cisl.

Sul provvedimento del governo nazionale, tante le domande fatte e i chiarimenti forniti. Nulla cambia, intanto, rispetto agli attuali lavoratori in forza delle varie realtà produttive: le norme relative all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300 del 1970) continueranno a essere applicate così come lo sono state fino a oggi, ma certamente è innegabile la grande opportunità che viene data ai tanti lavoratori somministrati e precari di avere un lavoro più stabile e un contratto a tempo finalmente indeterminato.

Si tratta dunque dell’ennesima riforma o cambia qualcosa? «Sono tanti i punti interessantispiega Lai ma anche altri molto critici. Rispetto agli altri interventi del passato, dopo molto tempo si punta sul contratto a tempo indeterminato. Ora si tratta di sviluppare una capacità interpretativa e applicativa della normativa che può comunque essere una grande occasione. In tal senso, un ruolo fondamentale avrà la contrattazione collettiva sia a livello nazionale sia soprattutto aziendale».

Esiste ancora il normale contratto a tempo indeterminato? «Il nuovo contratto a tutele crescenti – aggiunge Lai – non sostituisce, ma si aggiunge al normale contratto a tempo indeterminato attraverso cui si fa anche ordine sulle numerose tipologie di contratto; l’altro punto positivo è collegare il tema del contratto a quello degli ammortizzatori sociali, in una logica di loro estensione e, dall’altro, lo sviluppo delle politiche attive del lavoro con i temi della ricollocazione dei lavoratori licenziati di grande interesse anche per il ruolo sindacale».

Per l’azienda che assume, lo sgravio contributivo triennale che può arrivare fino a 8000 euro, introdotto dalla legge di stabilità, spetta per tutte le assunzioni a tempo indeterminato fatte tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2015, non per le sole assunzioni con contratto a tutele crescenti.

Per Rosaria Rotolo, «il territorio catanese è da anni sottoposto a una crisi che interessa tutti i settori produttivi. Nella nuova normativa intravvediamo dunque una grande opportunità soprattutto per quelle tipologie di lavoro, spesso abusate, come le false partite Iva o i contratti di collaborazione che nascondono rapporti di piena subordinazione. Ci auguriamo che in sinergia tra sindacato e imprese ciò diventi una grande opportunità perché emerga quella parte di lavoro che può essere stabilizzato attraverso il contratto a tutele crescenti e per tanti giovani o persone che hanno perso il lavoro».

Positive le novità per la nuova indennità di disoccupazione, la cosiddetta nuova “Aspi” o “Naspi”, che entrerà in vigore dall’1 maggio: essa si rivolge a platee di lavoratori più larghe e assicura tempi di tutela economica più lunghi per dare maggiore opportunità di riqualificazione e ricollocazione nel caso in cui si dovesse perdere il posto di lavoro. A Catania, attraverso il suo Osservatorio provinciale, la Cisl continuerà l’opera di monitoraggio e di verifica, anche per la Naspi, così come per l’applicazione del contratto a tutele crescenti, per la quale sarà importante la contrattazione aziendale e territoriale.

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