“Ci hanno affiancati e poi hanno sparato”: omicidio sul barcone, fermati due scafisti. VIDEO

“Ci hanno affiancati e poi hanno sparato”: omicidio sul barcone, fermati due scafisti. VIDEO

CATANIA – Hanno sfruttato la disperazione di molti connazionali per arricchirsi, ma oggi sono finiti in manette. Si tratta di due scafisti libici:

  • Abouzid Nouredine Alhadi, 21 anni;
  • Hurun Gafar, 25 anni

Parliamo di due giovani che, insieme con un gruppo di trafficanti, hanno gestito il viaggio della speranza di 394 persone a bordo di tre diversi mezzi di fortuna; un gommone e due barche in legno.

Cercando di ricostruire la vicenda, è successo che lo scorso 6 maggio intorno alle ore 7,30, sono sbarcati a Catania, sulla nave “Phoenix” dell’ONG “Moas”, i migranti appartenenti a nazionalità differenti, insieme con il cadavere di un ragazzo. 

Si tratta di quelle stesse persone che erano state salvate in mare lo scorso 4 maggio, grazie a 5 distinte operazioni S.A.R..

Sono state le immagini filmate dall’elicottero di supporto alla nave “Phoenix”, insieme con le testimonianze dei migranti, che hanno inchiodato i due giovani i quali, per tutta la durata della traversata hanno viaggiato su una barca a parte in vetroresina.

 

Quando i mezzi di fortuna sono giunti al confine con le acque internazionali, Alhari e Gafar non sono tornati indietro in Libia così come hanno fatto gli altri trafficanti: uno è salito a bordo di un gommone e un altro su una delle due barche in legno cercando di confondersi tra i migranti.

Ma non è finita qui, perché la tensione si è fatta esplosiva quando, prima di rientrare in Libia, i trafficanti li hanno affiancati abbordando il gommone sul quale era salito Alhadi ed ha ordinato a tutti i migranti di sedersi e levarsi il cappellino. Poi hanno esploso un colpo di pistola che ha colpito a morte Kellie Osman, un giovane 21enne di Sierra Leone, ma l’omicida è riuscito a rientrare.

I fermati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e sono stati portati nel carcere di Piazza Lanza.

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