Caso Saguto. Oggi l’udienza per decidere sulla sospensione

Caso Saguto. Oggi l’udienza per decidere sulla sospensione

PALERMO– È in corso l’udienza per  decidere in merito alla sospensione dalle funzioni e dallo stipendio di Silvana Saguto, l’ex presidente della Sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, coinvolta nell’inchiesta della procura di Caltanissetta.  

L’udienza, che si sta svolgendo a porte chiuse, è stata convocata per decidere se l’ex presidente della sezione Misure di prevenzione,  vada sospesa o meno dalle funzioni e dallo stipendio, come hanno chiesto il ministro della Giustizia e il Pg della Cassazione. All’udienza è presente lo stesso magistrato, assistita da Giulia Bongiorno, avvocato penalista ed ex parlamentare. Non è certo se si riuscirà ad arrivare oggi stesso ad una decisione.

Il caso Saguto fa tremare tante poltrone a Palermo; le recenti intercettazioni mettono in luce una rete di rapporti e scambi di favore tra Saguto e il Prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo. Scambi non solo rivolti all’assunzione di personaggi vicini alla Saguto ma anche il chiaro proposito di mettere a tacere Giuseppe Maniaci, noto giornalista siciliano, denunciato per stalking lo scorso maggio dall’avvocato  Cappellano Saminara.

In un’interpellanza parlamentare presentata al ministro Alfano, i deputati palermitani del M5S alla Camera, Nuti. Di Benedetto, Di Vita, Lupo e Mannino hanno chiesto: “La rimozione del Prefetto di Palermo e l’invio di commissari ministeriali nel capoluogo siciliano“. Per i parlamentari siciliani è “improponibile la permanenza a villa Whitaker dell’alto rappresentante delle istituzioni, dopo le notizie diffuse a mezzo stampa che vedrebbero la dottoressa Cannizzo coinvolta nel caso Saguto“.

In particolare – scrivono i deputati nell’interrogazione – emergerebbero raccomandazioni incrociate tra il Prefetto Cannizzo e il magistrato Saguto per l’assunzione o la nomina di soggetti a loro vicini“. L’interrogazione, tra le altre cose, cita anche un articolo di giornale dal quale “sembrerebbe emergere una complicità tra la dottoressa Saguto, l’avvocato Cappellano Seminara e, addirittura, l’attuale Prefetto Cannizzo, allo scopo di neutralizzare il giornalista Giuseppe Maniaci e la sua emittente, rea di avere alimentato e supportato le denunce, successivamente riprese anche dal Prefetto Giuseppe Caruso“.

Le notizie diffuse dalla stampa – per gli interroganti – farebbero emergere un sodalizio tra il Prefetto Cannizzo e il magistrato Saguto, avente lo scopo di sfruttare la propria posizione all’interno della pubblica amministrazione per garantire vantaggi e arricchimenti personali o di terzi“.

Tutti fatti – afferma Riccardo Nuti, primo firmatario dell’interrogazione – che cozzano con i dettami costituzionali contenuti in particolare agli articoli 97 e 98, che stabiliscono che i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione e che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione“.

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