“Caro Babbo Natale… raccontami la Sicilia”

“Caro Babbo Natale… raccontami la Sicilia”

«Caro Babbo Natale,
sono passati anni dalla mia ultima lettera.

Ricordo ancora la magia nel chiudere quella busta colma di desideri e speranze. Qualche volta credo di averti “omaggiato” anche di qualche disegnino decorativo e sono certo che, al di là del risultato, avrai apprezzato l’impegno.

Mi sono sempre chiesto come facessi ogni anno ad entrare in casa, ad essere così discreto e silenzioso. Una volta non ho dormito per quasi tutta la notte, ho fatto una fatica immane per cercare di rimanere sveglio. Ti sono bastati 5 minuti per “farla franca”. Hai mangiato un paio di biscotti, bevuto il latte che ti avevo lasciato in salotto e sei andato via lasciando uno dei più bei regali di sempre. Il rosso fiammante di quella bici… e chi se lo scorda più!

Caro Babbo, so di non rientrare più nella lista dei bambini che riceveranno un tuo dono per Natale. Ormai sono un po’ troppo cresciuto per avanzare pretese di questo tipo e non voglio togliere tempo al tuo prezioso lavoro, ma una richiesta te la voglio fare.

Un solo desiderio, uno solo promesso.

Parlami di te.

Raccontami la notte delle notti, il tuo lungo viaggio, parlami del tuo lavoro. Insomma qualcosa dev’essere cambiato negli anni. Chi meglio di te può dirmi come va il mondo. Ti prego Babbo, voglio saperlo.

Raccontami la Sicilia, raccontami i siciliani, raccontami di quella volta in cui hai pianto, di quando ti sei indignato, di quando te la sei vista davvero brutta, di quando hai pensato di non farcela e ti sei dovuto ricredere. Per una volta spogliati dei tuoi panni e dimmi cosa ne pensi.

Dove stiamo sbagliando? Dimmelo Babbo, è importante. I miei figli ti aspettano con ansia ogni Natale e io ho il diritto di sapere in che mondo stanno crescendo. Se non vuoi farlo per me, fallo per loro.

Una notte. Lo so è poco, ma non per te. Non prendertela, sei il miglior “pony express” del mondo e hai un’esperienza da fare invidia a chiunque, sono certo che in tutti questi anni ti sarai fatto almeno un’idea. Bene caro Babbo, è il tuo momento. Hai la possibilità di fare il più grande regalo del mondo: la Verità.

Fallo trovando le parole adatte ai più piccoli, ironizza, ridici su, ma fallo, te ne prego. Sono certo che anche questa volta non mi deluderai.

Con affetto, Marcandrea».

Marco Bua – Andrea Lo Giudice

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