Bandiere a mezz’asta in diverse città siciliane: è lutto per la strage di Parigi

Bandiere a mezz’asta in diverse città siciliane: è lutto per la strage di Parigi

SICILIA – È stato proclamato lutto cittadino oggi in alcune città siciliane, come Catania e Palermo, in segno di cordoglio per le vittime degli attentati di Parigi e di solidarietà al popolo francese. 

Già nella giornata di sabato il presidente del consiglio nazionale dell’Anci, nonché sindaco di Catania, Enzo Bianco aveva affermato di voler partecipare all’iniziativa nella sua città ed aveva invitato i sindaci di tutta Italia a fare lo stesso.

A poco più di 48 ore dagli attentati, sull’argomento è intervenuto anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha detto: “Dobbiamo combattere i terroristi sul piano militare, senza entrare però in una dinamica di conflitto. Un Paese che si sente in guerra è un Paese che deve rinunciare a una parte di sé, dovrebbe chiudere subito Schengen per esempio. Ora è più utile invece affrontare questa emergenza assoluta tutti uniti, con una collaborazione delle forze politiche.

Il vertice di sabato mi ha colpito – ha aggiunto – È stata una riunione molto seria, molto produttiva. Ognuno ha espresso le proprie idee, ma confrontandosi con gli altri. Non serve coltivare le paure e non serve alimentare le polemiche. Dobbiamo essere seri, non esiste un Paese che sia immune dalle minacce dell’Isis e quindi dobbiamo, come tutti i Paesi europei e i Paesi arabi, tenere alto il livello di sicurezza”.

Gentiloni ha poi posto l’accento sul Giubileo: “Non credo che in sé il Giubileo rappresenti un maggior elemento di allarme. Daesh fa riferimento a Roma in modo simbolico, ricordando le crociate, più che con l’intenzione di esprimere minacce precise”.

Non sono mancate neanche le affermazioni del ministro degli Interni, Angelino Alfano in merito alla decisione della Francia di chiudere le frontiere: “L’Italia ha già assunto provvedimenti, abbiamo deciso di rafforzare il controllo alle frontiere che si traduce in un particolare riferimento con il confine con la Francia e i valichi di frontiera.

Se scappano ovviamente hanno un piano di fuga. Noi collaboriamo con le autorità francesi, il nostro lavoro è travasato a beneficio degli amici francesi per potere catturare i terroristi. Abbiamo un lavoro di antiterrorismo e prevenzione che serve a sminare questo rischio. Abbiamo una situazione nel mondo in cui il rischio zero non esiste, quindi il lavoro di intelligence serve per prevenire. Abbiamo effettuato controlli e operazioni con 56 integralisti islamici espulsi, nessuno può dirci cosa sarebbe accaduto se non avessimo fatto questo, ma di certo il nostro è un Paese in cui la prevenzione ha funzionato”.

Commenti