Gela: “Non vogliamo essere una nuova Termini Imerese”

Gela: “Non vogliamo essere una nuova Termini Imerese”

GELA –Bloccare gli investimenti significa bloccare di fatto il processo di riqualificazione e di rilancio che si pensava di avviare a Gela“. Con queste parole il sindaco Angelo Fasulo ha commentato la situazione di angoscia che si respira in città a causa della mancata conferma del piano di investimenti per 700 milioni di euro da parte dell’Eni. Per il primo cittadino si tratta di una questione nodale per il futuro della città nissena: “L’Eni sa bene che esistono degli accordi già siglati che vanno rispettati e che pertanto non consentiremo l’abbandono indiscriminato del territorio perché non vogliamo essere una nuova Termini Imerese“.

L’incertezza domina tra tutti i lavoratori del petrolchimico e la politica è spiazzata dalla retromarcia del “cane a sei zampe” sul piano industriale sottoscritto lo scorso anno.
Siamo costretti ad assistere ad un univoco quanto inspiegabile cambio di direzione – ha dichiarato il sindaco – dopo aver creduto in un percorso condiviso che rendesse lo stabilimento sempre più sicuro, moderno e rispettoso dell’ambiente. Per raggiungere questo obiettivo l’intera città è sempre stata pronta a pagare anche prezzi elevatissimi“.

Per dibattere su questa delicata tematica il primo cittadino ha chiesto al consiglio comunale una convocazione straordinaria presso la raffineria in modo da coinvolgere i lavoratori, le rappresentanze sindacali, i sindaci dei comuni vicini e tutte le forze sociali.

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