Gibellina Capitale dell’arte contemporanea. Un tempio di rinascita e bellezza”

Gibellina Capitale dell’arte contemporanea. Un tempio di rinascita e bellezza”

GIBELLINA – Gibellina come simbolo di rinascita, arte e coscienza civile. È questo il messaggio lanciato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenuto stamattina alla sala Agorà del Comune per la cerimonia di inaugurazione di Gibellina Capitale dellarte contemporanea.

Le dichiarazioni del ministro Giuli per Gibellina Capitale dell’arte contemporanea

“Gibellina è l’esempio tangibile di un posto dove è successo qualcosa che ha trasformato e ha provocato la crescita di un tessuto umano superiore. Gibellina è come un tempio, perché ha saputo rigenerarsi e fare dell’immane tragedia del terremoto qualcosa di sacro. Sacra è la vita, sacra è la morte. A Gibellina la morte ha portato la coscienza e la possibilità di una vita superiore intonata alla bellezza e all’arte”.

Nel corso del suo intervento, il ministro ha voluto ringraziare i bambini che lo hanno accolto al suo arrivo in città. “Certe cose accadono solo in Sicilia…” ha detto, richiamando poi il valore simbolico della stella di Pietro Consagra, porta del Belìce: “Quella stella rappresenta idealmente la porta d’ingresso delle istituzioni italiane”.

La folla di bambini

Al termine della cerimonia, un fuori programma ha chiuso l’evento: il sindaco di Gibellina, Salvatore Sutera, ha donato ad Alessandro Giuli un’opera di Emilio Isgrò raffigurante il volto di Ludovico Corrao.

Il ministro della Cultura è stato accolto in città da due ali di folla di bambini dell’istituto comprensivo di Gibellina, presenti per salutare l’apertura ufficiale dell’anno dedicato all’arte contemporanea. Ad accompagnare Giuli anche il direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero, Angelo Cappello.

Prima dell’inizio della cerimonia, Giuli ha sottolineato il valore simbolico della giornata parlando con i giornalisti: “Oggi è un giorno di festa, celebriamo Gibellina e riconosciamo la grandezza storica e culturale di una terra difficile che ha vissuto la sofferenza, ma che l’ha saputa vincere grazie a un grande spirito comunitario e ovviamente a una presenza storica di grandi artisti che hanno visto sempre in Gibellina un esempio di rigenerazione sociale e urbana”.

“Gibellina con questo progetto si conferma quello che già era: punto di riferimento per le nuove generazioni per la creatività”, ha concluso il ministro.

Le parole di Scarpinato

“Simbolo autentico di rinascita, forza e resilienza, Gibellina rappresenta un unicum nel panorama culturale nazionale e internazionale. Un luogo che, sin dalla sua ricostruzione, ha saputo trasformare la ferita della distruzione in un potente laboratorio di sperimentazione artistica, diventando una vera e propria chiamata a raccolta per artisti poliedrici provenienti da tutto il mondo. Oggi incarna pienamente quella vocazione multiculturale e contemporanea che le è valso il riconoscimento di Capitale dell’arte contemporanea, un modello virtuoso capace di essere esportato e raccontato oltre i confini regionali”.

Lo ha detto questa mattina l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo alla cerimonia inaugurale di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.

“In questo percorso – ha aggiunto Scarpinato – il governo Schifani, con una dotazione di 3 milioni di euro, ha saputo e voluto cogliere prontamente questa opportunità, investendo con convinzione in un progetto strategico per la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano. Si apre così una stagione nuova e decisiva, di straordinario valore culturale e di grande attrattività turistica, ma soprattutto un’occasione concreta di sviluppo, crescita e promozione per l’intero territorio, nel segno della bellezza, della memoria e dell’innovazione”.

Il commento di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano

“Gibellina è molto – commentano Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia – più di un luogo: è un’idea di rinascita. Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 significa riconoscere il coraggio di una città che ha trasformato la ferita del terremoto in un linguaggio universale fatto di arte, memoria e futuro. Qui l’arte non è ornamento, ma identità viva, capace di unire storia, sperimentazione e comunità. Gibellina continua a dimostrare che la cultura può essere un atto di resistenza e di speranza, un ponte tra ciò che è stato e ciò che può ancora nascere”.