Terraformare Marte, si può o non si può?

Terraformare Marte, si può o non si può?

A quanto pare, colonizzare Marte non sarà così semplice. Gli scienziati, a una prima analisi, avevano pensato di poter sciogliere l’anidride carbonica contenuta ai poli per poter avviare un processo di “terraformazione”, ovvero quella procedura, mai realizzata prima se non nei film di fantascienza, che porta un pianeta (roccioso) ad essere abitabile.

Eppure, a uno studio più attento, tale ipotesi sembra irrealizzabile dal momento che il ghiaccio presente ai poli, qualora venisse sciolto, non sarebbe comunque sufficiente per far raggiungere all’atmosfera il “limite di Armstrong”, cioè un livello di pressione tale da non consentire al sangue di bollire nelle vene e nelle arterie.

Altro problema saranno, inoltre, i viaggi interplanetari che, con la tecnologia attuale, richiedono troppo tempo (6 mesi all’andata e 6 al ritorno). Sull’argomento si è espresso Elon Musk, fondatore di Tesla Motors e soprattutto dell’agenzia spaziale Space X, la quale ha lo scopo dichiarato di portare l’uomo su Marte entro il 2030: “In futuro, dovremo creare grandi navi cargo capaci di gestire trasporti massivi. Escludendo la crescita demografica naturale, se puoi portare 100 persone per viaggio, vuol dire che hai bisogno di 10.000 viaggi per arrivare a un milione di persone. Tuttavia, avrai bisogno anche di una grande quantità di cargo per poterli sostenere. Probabilmente ci sarà un rapporto di 10 cargo per ogni trasporto umano, il che vuol dire 100.000 viaggi; e stiamo parlando di 100.000 viaggi di navi spaziali gigantesche…”.

Fra le idee di Musk, per risolvere il problema della CO2 vi sarebbe quella di utilizzare i gas contenuti nei minerali. Secondo Musk, infatti, tramite un processo di fusione del terreno sarebbe possibile terraformare quasi tutti i grandi copri rocciosi del Sistema Solare, asteroidi e satelliti compresi. Beh, staremo a vedere.