“Spogliati o fallirai”, Instagram premia le foto “spinte”: conta la forma o la sostanza?

“Spogliati o fallirai”, Instagram premia le foto “spinte”: conta la forma o la sostanza?

“Cerchi di sistemare qualcosa ma non puoi aggiustare ciò che non puoi vedere. È l’anima ad avere bisogno di un intervento estetico”.

Sono queste le parole del brano “Pretty hurts” di Beyoncé, in italiano “La bellezza fa male“.


Un tema attuale e dalle tante sfaccettature, che rientra tra i maggiori protagonisti degli ultimi dibattiti.

Essenzialmente la società attuale si divide in due schieramenti, chi fa della bellezza esteriore il punto cardine e chi, invece, la “condanna”. Quante volte ci si è sentito ripetere la famosa frase “Locchio vuole la sua parte“, ma sarà davvero così?



Per i canoni del mondo odierno l’aspetto fisico non può essere trascurato, anzi, spesso va in primo piano lasciando sullo sfondo dettagli importanti. Poi c’è chi, al contrario, pensa che “L’essenziale è invisibile agli occhi“, come recita lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry nell’opera “Il piccolo principe”. Al di là della visione soggettiva o meno, bisogna ammettere che, da sempre, si è sostenuto che il corpo sia un semplice involucro dell’anima.

Allora, sulla base di tale affermazione, quanto è importante la “facciata esterna” di una persona?

C’è chi fa della bellezza e dell’apparenza uno stile di vita. Subentra su tale fronte una considerazione sulla società attuale, definita “degli eccessi”. Se i più anziani rimpiangono i loro tempi e affermano che le cose siano cambiate, di certo ci sarà un motivo. Probabilmente, la verità è che la maggior parte dei ragazzi delle moderne generazioni si concentra sull’esaltazione della propria figura. Il tutto indubbiamente alimentato dall’evoluzione tecnologica.

Che si voglia accettare o meno, la vita reale e le aspettative su di essa si sono spostate dentro un telefono. Al centro dell’attenzione ci sono i social network come i famosissimi Facebook e Instagram. Lo scopo, specie per le donne, consiste nel farsi notare raggiungendo più followers e più like possibili, cercando approvazione in questa maniera.

Ma per arrivare al traguardo avviene una vera e propria strumentalizzazione del proprio corpo. È un continuo susseguirsi di immagini in cui vengono mostrate leggere scollature o addirittura scatti quasi “hard“. Per molte utenti tutto ciò è sinonimo di successo, specie se si è apprezzate da una vasta platea di uomini, come accade.

Ma quanto valore può assumere tutto ciò?

Anche nel mondo del lavoro, in merito al tema in questione ci sono continui scontri. Specie in ruoli dove è coinvolta la propria figura, da un lato si trovano i fautori della bellezza e dall’altro chi invece si batte in nome di valori come la bravura e la professionalità. Che sia giusto o sbagliato, la corrente maggiore si concentra in special modo sulla prima opzione, tralasciando il concetto di “qualità“.

Il quadro attuale viene confermato da un’indagine di AlgorithmWatch, da cui è emerso che le immagini più frequenti su Instagram sono quelle “spinte”. Secondo tale ragionamento, più ci si spoglia più si ha successo poiché le foto di tale genere vengono promosse e diffuse maggiormente, rispetto ad altre tipologie di scatto. In collaborazione con l’European Data Journalism Network, lo studio si chiama “Spogliati o fallirai: l’algoritmo di Instagram obbliga gli utenti a mostrare la pelle”.

Come viene riportato nel sito di AlgorithmWatch, per giungere a tali prove i ricercatori hanno chiesto a 26 volontari di svolgere determinate azioni su Instagram. Gli utenti coinvolti hanno seguito 37 professionisti di diverse nazioni, promotori di prodotti di vario genere, che hanno lo scopo di attirare più soggetti possibili verso l’acquisto. Oggetto di analisi circa 2.400 foto di tali “influencer”, di cui il 21% vede raffigurati uomini a torso nudo e donne in bichini o in abbigliamento intimo. A conferma di ciò, è stato riscontrato che le foto con cibo o paesaggi hanno il 60% in meno di probabilità di spiccare tra i contenuti, dunque una visibilità molto limitata.

Come spiegato da Nicolas KayserBril, reporter di AlgorithmWatch, una minoranza di utenti Instagram considera tale piattaforma utile alla circolazione di immagini soft porn. Un atteggiamento che viene esteso anche alla restante parte dei fruitori del social network, creando in tal modo un circolo vizioso, dove primeggiano le immagini di nudo e la gente viene invogliata alle pubblicazioni di tale genere per essere più visibili.

Pur trattandosi di un risultato approssimativo, ci si trova di fronte a una grande testimonianza sugli “eccessi” dei giorni nostri. Puntare in maniera esagerata sulla propria figura, come sopra riportato, conduce a un “circolo vizioso” da cui è difficile trovare via d’uscita. Spesso chi ne viene colpito reputa il tutto come atteggiamento rientrante nella normalità o innocuo.

Ancora una volta torneranno a schierarsi, anche in questo caso, i supporters di tale sistema in opposizione ai difensori dei “veri” valori. A lungo andare si rivelerà più giusto puntare sulla bellezza e sul fisico o, al contrario, sull’aspetto interiore e sulle abilità intellettuali?

Dunque, sarà più importante la forma o la sostanza?

Fonte immagine Medium.com