Selfie, cosa sono? Quanti ne scattiamo ogni giorno? Da dove deriva il termine? - Newsicilia

Selfie, cosa sono? Quanti ne scattiamo ogni giorno? Da dove deriva il termine?

Selfie, cosa sono? Quanti ne scattiamo ogni giorno? Da dove deriva il termine?

 

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.

Con la parola, selfie, si intendono tutta quelle serie di scatti fatti con il proprio smartphone o tablet in cui si ritrae l’autore stesso della foto, da solo o in compagnia, ma andiamo con calma, ovunque si può fare un selfie ad esempio in palestra, in un locale o semplicemente davanti ad un monumento storico, come le piramidi egizie.

Si può affermare con certezza che i selfie iniziarono a diventare di moda all’inizio del nuovo millennio, da quando infatti, l’azienda Apple iniziò a fissare una telecamera nei propri cellulari, fino ovviamente, a spopolare ai giorni nostri, ma non finisce qui poiché, oggi come oggi, esistono diversi tipi di invenzioni riguardanti i selfie, come non citare ad esempio, il magico “selfie stick” ovvero un bastone che permette di realizzare in assoluta comodità e precisione selfie a distanza, senza dover allungare le proprie braccia, i dati possono aiutare a comprendere meglio l’idea del perché i selfie vadano molto di moda, su un campione di circa 778 persone l’85% di esse dichiara di pubblicare, almeno, un selfie a settimana per mostrare qualcosa di nuovo (come un taglio di capelli o nuovi abiti).



Oggi giorno è quasi impossibile risalire all’inventore del termine “selfie”, ma si può dire con certezza che questo termine entrò a far parte dell’Oxford English Dictionary nel 2013 per indicare una fotografia di sè stessi.

I selfie, ormai fanno parte integrante della nostra vita quotidiana, secondo un recente studio infatti, i selfie giornalieri scattati e pubblicati sui social in tutto il mondo sarebbero circa 93 milioni e secondo uno studio effettuato dalla società inglese The Body Shop gli inglesi impiegherebbero circa 753 ore della loro vita totale (1 mese), per cercare di fare un selfie “perfetto”, ma non finisce qui, le piattaforme di condivisione più importanti per la condivisione dei cosidetti selfie sono instagram, facebook e twitter.


Fin qui nulla di particolare, ma c’è da dire che anche questi selfie possono diventare “pericolosi”, infatti molte volte (soprattutto i ragazzi con un età dai 15 ai 21 anni) nel cercare di immortalare qualcosa di “figo” spesso in posti pericolosi, ad esempio in montagna o in mare, rischiano imprudentemente la propria vita , i dati parlano chiaro nel 2012 sono circa 49 le persone che hanno perso la vita a causa di uno scatto “perfetto”, e ancora altre volte invece, questi scatti possono divenire pericolosi, anche da un punto di vista legale, basti ad esempio pensare a quella coppia di fidanzati che nel dicembre 2018 scalarono la piramide di Cheope (una delle 7 meraviglie del mondo) e pubblicarono sui social un selfie, che a detta loro, testimoniava di aver fatto “sesso sulla cima della piramide”, indignando tutta l’opinione pubblica.

 

Fabio Taranto, Classe V Sez. O – IPSSEOA Karol Wojtyla

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