Invertito il corso del tempo con un computer quantistico - Newsicilia

Invertito il corso del tempo con un computer quantistico

Invertito il corso del tempo con un computer quantistico

Un gruppo di scienziati del Moscow Institute of Physics and Technology, insieme ai colleghi svizzeri dell’ETH Zurich e americani dell’Argonne National Laboratory, sono riusciti a riportare nel passato (si tratta di una frazione di secondo, in verità) lo stato di un computer quantistico dell’IBM.

Lo studio, spiegato in dettaglio dalla rivista Scientific Reports, è il primo di una serie «sulla possibilità di violare la seconda legge della termodinamica» spiega Gordey Lesovik, a capo del progetto. «La legge è strettamente legata alla nozione secondo cui la freccia del tempo va in un’unica direzione: dal passato al futuro. Eppure, io e il mio team siamo riusciti a creare artificialmente uno stato che si evolve in una direzione opposta a quella della freccia termodinamica del tempo». I ricercatori, allora, si sono chiesti se un così inconsueto comportamento degli elettroni possa verificarsi “spontaneamente” anche in natura. I fisici quantistici del MIPT, per verificarlo, hanno deciso di esaminare un ipotetico elettrone solitario nello spazio interstellare vuoto. Valerii Vinokur, coautore dello studio, spiega: «Matematicamente, significa che sotto una certa trasformazione causata dalla radiazione cosmica di fondo, chiamata “coniugazione complessa”, questo fenomeno, sebbene non sia osservale in natura, potrebbe teoricamente accadere».



Tuttavia, Salvatore Capozziello, che insegna cosmologia e relatività generale all’Università Federico II di Napoli ed è associato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ci tiene a precisare, in un’intervista a ilfattoquotidiano.it, che «per le particelle andare indietro o avanti nel tempo è indifferente. L’universo continua a scorrere nella sua direzione abituale».

«Si tratta di fatti localizzati» aggiunge, sempre in un’intervista al ilfattoquotidiano.it, Augusto Smerzi, direttore di ricerca dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-INO). «Il computer quantistico non è una macchina del tempo. In questo esperimento non è stata violata alcuna legge fisica. Globalmente non c’è stato alcun viaggio nel tempo». Cos’è successo, allora, di preciso? Per Capozziello, «la novità è stata creare una sequenza di unità di base dell’informazione quantistica, i cosiddetti qubit, in grado di tornare alla loro origine. In futuro, questo migliorerà la sicurezza delle trasmissioni».