FaceApp, l’invecchiamento e il “cambio di sesso”. Perché va di moda vedersi diversi? “Si nascondono dinamiche complesse”

FaceApp, l’invecchiamento e il “cambio di sesso”. Perché va di moda vedersi diversi? “Si nascondono dinamiche complesse”

Nelle ultime settimane, tra un TikTok e l’altro, il mondo del web è stato “travolto” da una nuova ondata di una moda già nota sin dall’anno scorso: FaceApp, l’app che permette alle persone ditrasformarsi“, riconoscendo gli elementi caratterizzanti di un volto riprodotto in una fotografia, è tornata agli onori della cronaca per un nuovo fenomeno che è spopolato nei social network più famosi.


Se l’anno scorso gli utenti hanno riempito le proprie bacheche o stories di foto che davano una sorta di previsione del loro aspetto nella vecchiaia, quest’anno celebrità e persone comuni hanno “invaso” i social con fotografie che li ritraggono nella loro versione sessualmente opposta. Un misto tra divertimento e curiosità. D’altronde un po’ tutti, almeno una volta nella vita, si saranno posti la domanda “come sarei da femmina/maschio?”.


Ma come si può spiegare, più nel dettaglio, il successo di questa particolare app e l’avvento delle due mode precedentemente citate? A rispondere alla domanda ci ha pensato la dottoressa Valentina La Rosa, psicologa e psicoterapeuta. La dottoressa ha parlato di “due diverse dimensioni del fenomeno FaceApp“, facendo una distinzione tra “dimensione sociale: secondo quello che in psicologia viene definito ‘conformismo sociale‘, secondo il quale ciascuno di noi è portato ad adottare atteggiamenti e comportamenti conformi a quelli del proprio gruppo di appartenenza. Nel nostro caso, in particolare, le foto modificate tramite FaceApp sono state pubblicate su tutti i principali social network sia da persone comuni che da celebrità, innescando così un meccanismo generalizzato di conformismo al fine di sentirsi parte integrante del gruppo” e altri meccanismi che entrano in gioco come quelli che “riguardano maggiormente la dimensione dell’identità personale e della soggettività di ciascuno“.


Riguardo a quest’ultimo punto, la dottoressa La Rosa ha specificato che, per quanto riguarda la modadell’invecchiamento“, “l’essere umano è contraddistinto dall’angoscia e dal timore per il futuro e l’illusione di vedere la propria immagine invecchiata tramite un software può rappresentare una sorta di antidoto per esorcizzare la paura di ciò che potrà accadere in futuro“. Collegato al cambiamento sessuale spopolato nel mese appena trascorso: “Giocare con il proprio genere sessuale e vedere trasformata la propria immagine in quella di una persona del sesso opposto al proprio risponde, anche in questo caso, alla curiosità umana rispetto alle questioni legate all’identità sessuale, così come al bisogno di manipolare e modificare la propria immagine al fine di suscitare vissuti emotivi in grado di farci evadere dalla monotonia della vita quotidiana“.



Curiosità, evasione, esorcizzazione di paure e semplice “evasione”. In questi punti può essere riassunto il fenomeno FaceApp e le conseguenti mode legate a esso. L’analisi della dottoressa La Rosa ha spiegato nel dettaglio il perché un’app così semplice e, per certi versi, monotona sia diventata un fenomeno virale e perché di anno in anno riaffiori nel panorama mediale e del web con novità e tendenze sempre nuove. D’altronde, ha concluso, “anche dietro fenomeni come FaceApp si nascondono dinamiche psicologiche complesse, che sono ben note a chi progetta e propone tali strumenti. Sta a ciascuno di noi esserne consapevoli al fine di evitare un uso improprio e scorretto delle varie risorse che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione“.

Immagine di repertorio