E-commerce e social trionfano, le aziende si rivoluzionano: l'economia può ripartire dal web?

E-commerce e social trionfano, le aziende si rivoluzionano: l’economia può ripartire dal web?

E-commerce e social trionfano, le aziende si rivoluzionano: l’economia può ripartire dal web?

Secondo il Global Digital Report del 2019 (pubblicato da We are Social e Hootsuite), non solo gli utenti del web (quasi 55 milioni solo in Italia, +27% rispetto al periodo precedente) continuano a crescere in maniera esponenziale (circa un milione in più ogni giorno nel mondo) ma aumenta costantemente anche il numero di persone che decidono se comprare effettuano acquisti online (oltre il 75% degli utenti).


Questo cambiamento radicale nelle modalità d’acquisto, che vede protagonisti soprattutto i social e i siti e-commerce, spinge ogni giorno migliaia di esercizi commerciali a cimentarsi nella gestione degli innumerevoli strumenti del web per attrarre nuovi potenziali clienti.

Il successo di questo modo innovativo di fare business è confermato dai dati Eurostat del 2018, che rivelano la presenza di almeno il 47% delle aziende sui social network.


Alle volte, però, il problema di molte aziende è stare al passo con i tempi e fare le scelte giuste: meglio un profilo aziendale su ogni social o solo in quelli più adatti alla propria attività? Facebook o Instagram? Post con testo lungo o dichiarazione breve e contenuti multimediali per attirare l’attenzione?

La risposta, in realtà, è che non esistono risposte giuste: ogni azienda ha una storia, un’offerta e uno stile di comunicazione (in gergo il “tone of voice“, tono di voce) proprio, nonché obiettivi e budget diversi, che portano a prediligere una piattaforma piuttosto che un’altra. Una scelta attenta è indispensabile e può letteralmente cambiare le sorti di un business.

Un e-commerce con prodotti dall’estetica gradevole che si prestano a foto “artistiche” (capi d’abbigliamento, cosmetici, oggettistica, ecc…) o fortemente legati al valore dell’immagine e al contributo di follower e influencer, ad esempio, non possono fare a meno della “rivelazione” degli ultimi anni: Instagram, che oggi conta circa un miliardo di account registrati (circa 25 milioni business) e 19 milioni di utenti attivi ogni mese solo in Italia (dati 2018).

Recentemente, Instagram ha anche attivato un nuovo strumento per incentivare le vendite: i cosiddetti “Shopping tag“, che permettono di “taggare” i prodotti mostrati e fornire agli utenti una scheda descrittiva e informazioni su costo e canale d’acquisto di ciascun elemento. Per attivare la funzione bastano un profilo business e un catalogo prodotti su Facebook.

Il social di Mark Zuckerberg, dal canto suo, conferma il suo primato mondiale con oltre 2 miliardi di utenti attivi (più di 30 milioni in Italia). Il reach potenziale garantito, la varietà dei contenuti multimediali pubblicabili (foto, video, infografiche, testo, canva, ecc…) e il basso costo delle ads (pubblicità) rendono questa piattaforma tra le più utilizzate dalle aziende, specialmente per le attività che puntano sull’interazione con i clienti e sulle recensioni per acquisire clienti (tante persone, infatti, si dichiarano fortemente influenzate dalle opinioni altrui nelle loro scelte d’acquisto).

Twitter, con un’audience decisamente minore (poco più di 250 milioni di utenti nel mondo, circa 7 milioni in Italia), è più adatta alle attività che offrono informazioni in stile “telegrafico” (come quelle del settore editoriale e giornalistico).

Ciò non significa che questo social non abbia potenzialità nascoste: infatti gli hashtag, parole chiave utilizzate per categorizzare i post, se ben “ragionati”, possono dar vita a contenuti virali anche al di fuori della piattaforma e sui motori di ricerca.

Ancora piuttosto circoscritto ma in rapida espansione, invece, il bacino d’utenza di Linkedin, utilizzato prevalentemente da liberi professionisti e molto utile per la ricerca di personale e il networking tra esperti di settori specifici.

Uno sfruttamento funzionale delle potenzialità degli strumenti del web può rivelarsi una risorsa incredibile per le imprese, che oggi hanno la possibilità di raggiungere milioni di persone con un budget spesso “irrisorio” e ottenere in pochi minuti risultati che prima richiedevano anni di investimenti.

L’effetto dei social sull’economia dipende solo dall’uso che se ne fa: una strategia vincente può portare un business al successo in breve tempo, mentre un solo errore o un piano di social media marketing scorretto può causare crisi reputazionali potenzialmente dannose per gli imprenditori.

Conoscere tutti i segreti delle singole piattaforme, i desideri e le esigenze dei clienti è ormai fondamentale: oggigiorno, infatti, l’economia non è più passiva e gli acquirenti sono parte attiva del lavoro di un’azienda, il che rende la gestione dei social fondamentale per comprendere e studiare le loro necessità e utilizzare le informazioni ottenute per distinguersi in un mondo “saturo” di informazioni e offerte e garantirsi il successo nella società globalizzata odierna.

Immagine di repertorio