C’è chi lo chiamava “Mondo”, chi invece preferiva definirlo come il “George Best” della Cremonese. Di soddisfazioni ne ha avute tante, ma quella più grande, ovvero vincere contro la sua malattia, non è riuscito ad averla.
Si spegne all’età di 71 anni Emiliano Mondonico, ex calciatore e allenatore di calcio che ha reso grandi squadre come Cremonese, Torino e Atalanta, toccando quota anche al sud alla guida di Napoli e Cosenza.
Il periodo d’oro dal 1982 fino al 2000: l’allenatore lombardo riuscì a conquistare la promozione in Serie A con la Cremonese dopo 54 anni dall’ultima volta, mentre nel 1988 fece sognare i tifosi dell’Atalanta, portando i bergamaschi fino alla semifinale di Coppa delle Coppe.
Il grande risultato nel 1992, quando portò il Torino (squadra in cui militò anche da calciatore) in finale di Coppa Uefa, persa nel doppio confronto con l’Ajax solo per i gol in trasferta (2-2, 0-0). Famosa, in quella competizione, l’eliminazione ai danni del Real Madrid. Con i granata vinse una Coppa Mitropa nel 1991 e una Coppa Italia nel 1992-93.
C’è qualcosa che lega Mondonico alla Sicilia: si tratta dello spareggio promozione per la Serie A nel 1983 contro il Catania. I tifosi rossazzurri sorpresero il tecnico della Cremonese: ben 40mila spettatori alla volta dell’Olimpico di Roma. Lo stupore fu talmente tanto che portò Mondonico a dichiarare una frase che restò nella storia del club rossazzurro: “Appena siamo entrati in campo, abbiamo capito che il verdetto era già segnato. Non giocavamo contro il Catania, ma contro un’intera città”.
Scontroso, pragmatico e sicuramente un allenatore da “vecchia scuola”, il calcio italiano piange la scomparsa di un intenditore del mondo del pallone.
Dal 2012 lottava contro un tumore che non gli ha più permesso di allenare, al fine di giocare la partita con la vita. Purtroppo, persa.



