Tra Suarez e la cittadinanza italiana si mettono le Fiamme Gialle. Esame “farsa”: “Guadagna 10 milioni, fatelo passare”

Tra Suarez e la cittadinanza italiana si mettono le Fiamme Gialle. Esame “farsa”: “Guadagna 10 milioni, fatelo passare”

La trattativa tra Luis Suarez, attaccante del Barcellona, e la Juventus è stata al centro delle cronache di calciomercato italiane ed estere. Il “numero 9” uruguaiano non rientrerebbe più tra i piani del Barcellona e, dunque, la Juve ha provato a strappare alla concorrenza uno degli attaccanti più forti del mondo. La trattativa, seppur “semplice” economicamente, è stata complicata dalla nazionalità del calciatore.


La Juve infatti, avendo già i due slot previsti per il tesseramento di giocatori extracomunitari occupati, non avrebbe potuto prendere da regolamento un altro sudamericano come Suarez. L’unico modo per poter accaparrarsi l’attaccante era quello di fargli ottenere il passaporto italiano, attraverso un esame di lingua per poter avere l’idoneità.


Tralasciando le varie vicende di mercato che hanno sempre più allontanato Suarez dal vestire la maglia bianconera, il nazionale uruguaiano ha comunque svolto il suo esame, passandolo anche a pieni voti. È qui, però, che nasce la beffa, dato che la Guardia di Finanza di Perugia avrebbe avviato un’indagine per truffa. Secondo le Fiamme Gialle, infatti, l’esame che avrebbe consentito a Suarez di ottenere la cittadinanza sarebbe stato una “farsa“.

Argomenti e punteggi, secondo le indagini, sarebbero stati stabiliti e assegnati prima. Sarebbero state notificate informazioni di garanzia per rivelazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altro. Nell’inchiesta sarebbero indagati – secondo indiscrezioni – i vertici di palazzo Gallenga.

Suarez, secondo quanto emerso da alcune intercettazioni, non sapeva spiccicare una parola d’italiano. Il suo livello sarebbe stato non superiore all’A1, quando invece per passare l’esame doveva essere almeno di B1. Dalle intercettazioni sarebbe inoltre emerso che il fatto che il giocatore percepisce uno stipendio da 10 milioni di euro annui giustificherebbe il fatto che non potevano non fargli passare l’esame “solo perché non raggiunge il B1“.

Immagine di repertorio