Olimpiadi 2020, non è un addio: Tokyo vive un déjà-vu a distanza di ottant'anni

Olimpiadi 2020, non è un addio: Tokyo vive un déjà-vu a distanza di ottant’anni

Olimpiadi 2020, non è un addio: Tokyo vive un déjà-vu a distanza di ottant’anni

L’emergenza sanitaria in atto, che sta mettendo in ginocchio l’Italia intera e con essa gran parte di altri Paesi, non poteva che trascinare con sé anche il mondo sportivo.


Tramite il DPCM del 10 marzo è stato, infatti, disposto lo stop alla pratica della maggior parte delle attività sportive su tutto il territorio italiano. In seguito alla quasi totale chiusura di impianti, palestre, piscine l’Italia dello sport ha reagito come ha potuto, senza darsi per vinta, anche attraverso sessioni di allenamento svolte in videoconferenza tra le varie squadre sportive.


Si è provveduto ad attrezzarsi con ciò che le case di ciascuno potessero utilmente fornire in sostituzione degli strumenti tecnici appositi delle specifiche discipline. Tutto per una sola e unica ragione: il sogno Olimpico.

Risale ad una settimana fa, al 24 marzo 2020, l’amara notizia del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020, la quale porta con sé motivazioni validissime di supporto al contenimento da Coronavirus e di benessere e tutela degli atleti e dello sport olimpico.

La stessa accensione della torcia olimpica è avvenuta per la prima volta in maniera del tutto inconsueta, innanzi a pochi intimi. Questi gli ordini del Comitato greco proprio al fine di scongiurare episodi di aggregazione o assembramento.

Una notizia dura e cruda per i tantissimi atleti che hanno dedicato e sacrificato gli ultimi quattro anni della propria vita in vista di un obiettivo da raggiungere, soprattutto perché giunti a pochissimi mesi dell’evento stesso. Tantissimi sono stati gli interventi di atleti più o meno famosi, ma davvero emblematico quello di Gianmarco Tamberi, altista italiano, vincitore degli ultimi Campionati Europei indoor di Glasgow del 2019, di cui si riportano alcuni stralci.

Ho sacrificato interamente la mia vita privata, messo da parte qualsiasi pensiero di fare una famiglia, di vivere le amicizie come un ragazzo normale. Mi sono alzato ogni mattina chiedendomi se avessi dormito abbastanza bene per affrontare al meglio l’allenamento del pomeriggio. Alcuni allenamenti andavano male e condizionavano il mio umore per giorni interi, a volte settimane. Tutto questo perché sapevo quanto fosse importante ogni singolo dettaglio in vista di quell’appuntamento“.

Arrivederci mia Tokyo!” – così conclude il suo intervento malinconico e commovente, dando la speranza che non tutto è perduto, che vale ancora la pena lottare.

Un momento che va al di là della storia, dove i sogni devono lasciare spazio a sacrifici più importanti, quelli per la vita e per il benessere di tutti i cittadini, quelli che migliaia di medici stanno facendo per fare in modo che il sole possa tornare a splendere sul nostro Paese.

Nella storia dei Giochi Olimpici, a partire dal principio, ovvero Atene 1896, solo tre sono stati gli inevitabili appuntamenti mancati e tutti per un’unica ragione: la guerra. Trattasi di Primo e Secondo conflitto Mondiale.

Nel primo caso si trattava di Berlino 1916, edizione che poi venne disputata venti anni dopo, nel secondo caso di Tokyo 1940, in quanto in seguito alla guerra sino-giapponese apparve del tutto sconsiderata l’ipotesi di riunire migliaia di persone. Il terzo caso, infine, appare in stretta connessione col secondo, in quanto ormai i conflitti dilagavano anche in Europa e tutto ciò determinò l’impossibilità di disputare anche l’edizione di Londra 1944.

Tokyo si trova, dunque, a vivere un déjà-vu a distanza di 80 anni, una storia già vista, che ha come presupposto una guerra differente da quella precedente, un nemico questa volta invisibile, ma altrettanto rischioso, che ci fa sospettare di mani amiche, che può essere sconfitto solo attraverso azioni improntate alla responsabilità di ciascuno di noi.

Ecco, però, che tra le cattive notizie, a cui ormai ci si sta lentamente abituando, nella giornata di martedì 30 marzo 2020 se n’è fatta strada una che pian piano si spera possa restituire speranza a tutti: il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha provveduto a ufficializzare le nuove date dell’Olimpiade Tokyo 2020(+1), che verrà disputata a un anno esatto di distanza da quella prevista, ossia dal 23 Luglio all’8 Agosto 2021. Dal 24 Agosto al 5 Settembre 2021 si terranno, invece, le Paralimpiadi.

Una luce in fondo al tunnel, una gioia alla quale non si può fare altro che aggrapparsi con immensa speranza, perché si sa, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Arrivederci Tokyo 2020(+1)! “.