“Cime Tempestose” che tra erotismo e dannazione non racconta il libro della Brontë

“Cime Tempestose” che tra erotismo e dannazione non racconta il libro della Brontë

Il nuovo “Cime tempestose” di Emerald Fennell piace a chi non ha letto il libro e ha il merito di invogliare nuovi lettori, quelli della generazione Z per intenderci, a leggere Cime Tempestose, l’unico e solo, di Emily Brontë.

Il romanzo non racconta la storia d’amore tra Catherine Earnshaw e Haethcliff, o almeno non parla solo di quello, ma si concentra principalmente sulla lotta di classe, sull’esclusione, sul razzismo, sul desiderio di rivalsa del protagonista maschile, che sfocerà poi nella vendetta.

La regista in questa versione pop, forse troppo, decide di cancellare molti personaggi come Hindley il fratello della protagonista che in realtà dopo la prematura morte del padre, il quale amava Haethcliff, lo tormenta e umilia nei modi più atroci possibili e da qui la vendetta. Si saltano molti passaggi fondamentali del libro, si decide di raccontare la storia d’amore, che tra tormento, passione, possesso potremmo definire più che tossica.

 

Amore e odio, interessi economici e mancata libertà di scelta da parte del finto perbenismo borghese si amalgamano perfettamente e creano un mix esplosivo negli occhi e nel cuore del pubblico più giovane o di chi non ha letto il romanzo.

Haethcliff, interpretato in modo convincente da Jacob Elordi, in questa trasposizione cinematografica “liberamente” ispirata al romanzo della Brontë è molto più dolce, romantico e molto meno vendicativo rispetto al libro.

È un amore tossico che non conosce respiro che trova la sua massima espressione nella scena conclusiva, dove Haethcliff tra le lacrime ripete “Mia amata pena” incapace di staccarsi dal suo amore nonostante la morte e spera che continui a tormentarlo fino alla fine dei suoi giorni. È una chiara dipendenza emotiva dipinta in una scena bellissima e straziante che però non è il racconto scritto e pubblicato dall’autrice nel 1847, perchè il romanzo e la spietata vendetta di Haethcliff continuano e colpiscono le generazioni successive.

La fotografia è, senza dubbio, uno degli aspetti più belli del film. Il richiamo al gotico della dimora cupa e distrutta degli Earnshaw
è palese come l’atmosfera misteriosa in cui si rivedono i protagonisti adulti dopo quattro anni di separazione che si contrappone alla casa coniugale di Cathy, scintillante e patinata come i costumi che richiamano l’epoca senza in realtà esserlo. Ad interpretare i capricci e i vezzi di una giovane egocentrica Catherine è Margot Robbie, convincente nei dialoghi con Elordi che fa apparentemente dimenticare la differenza d’età reale tra l’attrice e il personaggio a cui dà vita. La chimica tra i due attori è reale e vibrante tanto che l’intera riscrittura della sceneggiatura mescola tragedia, romanticismo, ironia e tensione sessuale grazie al legame di fuoco e seduzione continua che trasmettono i due attori al pubblico in sala.

Il film è chiaramente una nuova visione, che arriva ad estetizzare il dolore, il caos emotivo e quelle ferite mai sanate e che destabilizzano l’anima.