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L’Amazzonia è una regione del Sud-America caratterizzata da una foresta pluviale, cioè la foresta amazzonica, detta anche il “Polmone Verde”, la cui ricchezza di biodiversità la rende una regione meravigliosamente unica, ospitante decine di migliaia di animali e piante. La foresta copre una gran parte del Brasile, una parte del Perù, della Colombia, del Venezuela, dell’Ecuador, della Bolivia, della Guyana francese e del Suriname. Costituisce più della metà delle foreste tropicali rimaste al mondo e ha moltissimi parchi nazionali dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La foresta amazzonica è stata, inoltre, inserita al primo posto delle “Nuove sette meraviglie del mondo naturali”. È caratterizzata da un clima umido equatoriale con temperature elevate (media annuale intorno ai 26 °C) e umidità relativa elevata.
Da questa foresta vengono alcune specie di pappagalli, il giaguaro, il bradipo e il caimano nero, animali che purtroppo si stanno estinguendo.
Quest’affascinante foresta nell’ultimo periodo sta affrontando una gravissima crisi climatica che sta colpendo l’intero pianeta, infatti, a causa della deforestazione, dovuta all’attività dell’uomo, gli alberi stanno man mano diminuendo, riducendo così anche l’ossigeno sulla Terra.
Un’altra causa di tale crisi è il Surriscaldamento Globale, dovuto all’uso dei combustibili fossili utilizzati dall’uomo che trattengono il calore, causando variazioni a lungo termine delle temperature, iniziato nel XIX secolo e cresciuto molto negli ultimi decenni. Le attività che si svolgono in Amazzonia, sia naturali che prodotte dall’uomo, possono alterare il contributo che la foresta dà alla Terra in vari modi, riscaldando direttamente l’aria oppure rilasciando altri gas serra.
Il Surriscaldamento Globale causa anche la siccità, che sta colpendo tutto il mondo, ma, in particolare, la foresta Amazzonica, infatti si stanno prosciugando tutti i fiumi e sta aumentando la temperatura delle acque, causando la morte e l’estinzione di molti animali. Inoltre, la siccità ha lasciato le imbarcazioni a secco e inutilizzabili, bloccando i commerci e il trasporto degli aiuti umanitari nei villaggi più poveri. La siccità estrema ha anche peggiorato gravemente la qualità dell’acqua potabile e dell’aria della zona, aggravando i problemi respiratori e le malattie.
Il danno è grave, ma frenare le emissioni globali causate da carbone, petrolio e gas naturale aiuterebbe e ripristinare l’equilibrio; fermare la deforestazione dell’Amazzonia, dunque, è indispensabile, così come ridurre la costruzione di dighe e aumentare le azioni di riforestazione. È ormai chiaro che continuare a tagliare alberi non farà altro che aumentare il riscaldamento di tutto il Pianeta, quindi, perché porre fine a tutta questa meraviglia? Bisogna rispettare la natura e prendersene cura, affinché ci continui a donare tutte le sue bellezze.
Vittoria Maria Caccamo 1^LA Liceo “Lombardo Radice” – Gravina (CT)
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