Le Forty Elephants: la gang femminile più temuta della storia britannica dell’Ottocento

Le Forty Elephants: la gang femminile più temuta della storia britannica dell’Ottocento

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Per decenni le autorità londinesi hanno tentato di fermare l’operato di una delle gang più attive nella Londra dell’Ottocento che, attraverso sofisticate tecniche di taccheggio, rendeva i propri furti impuniti. Le Forty Elephants hanno costituito una banda criminale composta solo da donne nella Londra del 1870, specializzata nel taccheggio e nota per le sue tecniche di furto sofisticate. La gang operava nei quartieri popolari di Elephant and Castle – da cui il nome – e realizzava colpi da migliaia di sterline, in una società che offriva alle donne poche opportunità economiche e lavorative. Le loro tecniche garantivano un’alta probabilità di riuscita e si basavano sulla cooperazione e coordinazione.

Tra queste, vi era l’ingresso nei negozi negli orari di maggior affluenza. Il personale veniva distratto mentre altre componenti del gruppo nascondevano la merce grazie ad abiti appositamente modificati con tasche segrete. Questo modus operandi ha permesso loro di eludere le autorità per decenni, sfruttando soprattutto i vantaggi dell’essere donne, a quel tempo considerate di condotta morale più elevata e  dunque meno sospettabili.

Le donne della gang avevano un’età compresa tra i 14 e i 60 anni e molte di loro erano mogli, madri o sorelle di membri di un’altra gang londinese dell’epoca, l’Elephant and Castle Mob, con la quale collaboravano spesso. La disciplina e la solidarietà tra i membri erano fondamentali per il successo delle Forty Elephants:  la banda era guidata da una leader e seguiva un codice di comportamento, l’Hoister’s Code, il codice del taccheggio.



Questo insieme di regole serviva a mantenere ordine e coesione all’interno del gruppo, garantendo che le operazioni si svolgessero con efficienza e senza intoppi. Tra le principali regole vi erano la puntualità e la sobrietà, che richiedeva alle donne della gang di restare lucide e concentrate durante le azioni. Il codice prevedeva inoltre la divisione equa dei ricavi, imponeva severe punizioni per chi violava le regole o tradiva la gang e vietava di indossare la merce rubata.

Le Forty Elephants, tuttavia, condividevano anche un principio positivo: far rispettare la parità di genere, in un’epoca in cui i diritti delle donne non erano tutelati ed esse erano considerate un complemento dell’uomo. Da allora ad oggi, il ruolo della donna ha subito un’evoluzione, grazie alle maggiori opportunità lavorative e ai diritti acquisiti che hanno portato ad un riconoscimento giuridico e sociale quasi pari a quello degli uomini. Le Forty Elephants nacquero nel tentativo di riaffermare questi diritti. Il loro obiettivo è stato quello di ristabilire un equilibrio di genere e dare un’opportunità alle donne sottomesse e dimenticate, ispirandole attraverso il coraggio e l’azione, non accettando passivamente la perdita della propria libertà.

 

Michele Agatino Marullo 3^SA— Lombardo Radice — Gravina Di Catania (CT)

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