Emergenza sanitaria a scuola, ecco cosa succede se un alunno è positivo: occhio alle fake news

Emergenza sanitaria a scuola, ecco cosa succede se un alunno è positivo: occhio alle fake news

Il rientro a scuola è ormai assodato, restano da definire le modalità e i protocolli da attivare nel caso in cui uno studente risulti positivo al tampone.


Se, infatti, dovesse emergere un caso, dopo aver avvertito i genitori e portato il contagiato a casa, scatterà la quarantena obbligatoria della durata di 14 giorni per coloro che sono entrati a contatto con l’alunno positivo, cioè professori e compagni di classe.


In teoria, non dovrebbe essere disposta anche la chiusura dell’intero istituto, se si parla di un contagio soltanto. Ma l’utilizzo del condizionale serve a non escludere tale eventualità. Alla comparsa dei primi sintomi in classe, interverranno i genitori che, dopo aver isolato il figlio, dovranno richiedere – tramite medico di famiglia o pediatra – il tampone all’Asl. In caso di positività si attiveranno i protocolli sanitari del caso.

Attenzione, però, che le bufale sono dietro l’angolo: sta girando, infatti, una fake news relativa alla gestione di un eventuale positivo. Si direbbe, esulando del tutto dalla realtà, che in caso di sintomi i genitori non potranno riprendere con sé il proprio figlio, prevedendo l’affidamento all’autorità sanitaria. Si tratta, come detto, di una notizia che non ha alcun fondamento.