CRONACA SEMISERIA E SPIETATA DELLA DIDATTICA A DISTANZA

CRONACA SEMISERIA E SPIETATA DELLA DIDATTICA A DISTANZA

 

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.

Il 4 marzo di quest’anno, ormai più di due mesi fa, il Presidente del Consiglio emanava un’ordinanza che decretava la temporanea sospensione delle attività didattiche almeno per i successivi dieci giorni, al fine di limitare lo sviluppo dell’epidemia da Covid-19. Il rientro a scuola, secondo le prime disposizioni, sarebbe dovuto avvenire lo stesso 15 marzo ma, ad oggi, è chiaro che non sarà possibile tornare tra i banchi prima di settembre. E se, tra le cautele degli esperti e a cascati dei ministri con i conseguenti stop and go, ad avere la peggio sono stati soprattutto i maturandi, anche per gli altri studenti la situazione è tutto fuorché rosea.


Ma, quindi, questa didattica a distanza… com’è?

Si potrebbe sintetizzare più o meno così: “Giovani, mi sentite?”, “No prof, non la sentiamo” e “Allora come fate a rispondermi?”
Oppure: “Accendi la webcam” e “No, la prego, mi risaltano i brufoli!”
Anzi, meglio: “Amici, questo è il mio cane”, “Salutate Fuffy” e “Guardate, io ho un paguro”.
Per non dimenticare i gruppi classe su Whatsapp, che sono più o meno pieni di: “Ma qualcuno ha capito qualcosa?” e “Non ti preoccupare per l’interrogazione, ti suggerisco coi messaggini” ma anche di “Mio fratello sta usando il computer, dite alla professoressa che mi collego quando finisce” e poi decine, centinaia di “Raga, non prende Internet”.

E così, tra connessione baluginante e confusione generale, non si capisce più nulla.
Senza contare che, nonostante i consistenti aiuti economici stanziati dallo Stato ed erogati dai singoli istituti, vi è ancora chi tutt’oggi risulta impossibilitato a seguire le lezioni sul suolo nazionale. Come non bastasse, la maggior parte degli insegnati ormai è stanca, demotivata da questa situazione, e, se la restante parte non lo è, è perché probabilmente ha approfittato del lockdown per smettere di portare avanti il programma.


Perché sì, purtroppo, oltre ai professori che preparano le lezioni con trentacinque giorni di anticipo, ci sono anche quelli che “Ragazzi, nella vostra sezione io insegno francese oppure tedesco?”.
Noi studenti, dal canto nostro, siamo esausti, alla balia del caos e della rete.
Fortuna che siamo a maggio e tra poco più di una settimana saremo finalmente in vacanza anche se, in un certo senso, “siamo già a mare”.

Marianna Romeo 3E – Liceo “Leonardo” – Giarre (CT)