Lucciole, tanto belle quanto fragili: ecco come le abbiamo quasi “uccise” tutte

Lucciole, tanto belle quanto fragili: ecco come le abbiamo quasi “uccise” tutte

Le lucciole: splendidi insettini tanto fragili quanto ammalianti e misteriosi. Chi non ne ha mai vista una?

Purtroppo in molti. Le nuove generazioni non hanno avuto il privilegio di vedersi ronzare intorno una lucciola o di vedere davanti a sé uno stupendo tappeto luminoso, come un cielo stellato.


Certo, non saranno mai quanto le stelle per numero, ma con le loro 2mila specie diverse, le lucciole potrebbero davvero sostituire un cielo pieno di astri.

Per la loro caratteristica “brillante” queste creature sono da sempre state accostate a miti e leggende che in tutto il mondo le vedono e descrivono come magiche. Dietro la loro magia “immaginaria”, questi insetti ne nascondono una ben più spettacolare: la complessa chimica che permette loro di illuminarsi.

Le lucciole sono coleotteri che appartengono alla specie delle Lampyridae e potremmo dire che si illuminino “per amore”, infatti il bagliore che emanano è finalizzato all’accoppiamento: la femmina attende il maschio a terra, emanando luce per ben più di due ore consecutive, mentre lui la “cerca” in volo, illuminandosi a intermittenza.

Come avviene la magia? Le lucciole assimilano ossigeno e, all’interno di apposite cellule, lo uniscono a una sostanza chiamata luciferina, ciò genera una reazione chimica in grado di produrre luce. Questa luce è la più efficiente che esista, infatti una lampada a incandescenza, per esempio, converte in luce circa il 10% dell’energia, il restante 90% viene disperso sotto forma di calore; una lucciola è invece in grado di impiegare quasi il 100% dell’energia generata dalla reazione chimica per produrre luce.

Questo processo chimico per noi umani è praticamente impossibile da riprodurre anche in un laboratorio.

Nonostante la loro spettacolarità e unicità, però, le povere lucciole sono molto più deboli di quanto non sembri, questo perché la loro breve vita è vivibile solo se l’aria circostante è libera da veleni di ogni tipo.

A causa dei violenti pesticidi che giornalmente immettiamo nell’aria, della cementificazione, la disboscazione e l’inquinamento luminoso – sempre più invadente – questi insetti sono diminuiti più del 50% perché non riescono ad accoppiarsi, dunque ogni estate che passa le lucciole sono sempre di meno, soprattutto in Italia, Inghilterra e nei Paesi limitrofi all’Africa.

Questo processo di estinzione, però, può ancora essere invertito grazie a buone pratiche per ristabilire il verde urbano o attraverso l’utilizzo di agricoltura biologica, come già in diverse parti del nostro Paese stanno facendo alcuni agricoltori.

Immagine di repertorio