Addio estate, "benvenuto" autunno: scopriamo con la psicologa Ines Catania il Disturbo Affettivo Stagionale

Addio estate, “benvenuto” autunno: scopriamo con la psicologa Ines Catania il Disturbo Affettivo Stagionale

Addio estate, “benvenuto” autunno: scopriamo con la psicologa Ines Catania il Disturbo Affettivo Stagionale

Fine delle vacanze, delle tanto bramate ferie, addio alle giornate di sole, alla spensieratezza e ripresa della classica routine: “benvenuto autunno, stagione che porta con sé anche un po’ di malinconia. Certo, non è un quadro idilliaco per “ricominciaredopo l’estate ma è un passaggio doveroso. Questa situazione, però, crea una sorta di disagio, un malessere diffuso in moltissime persone che potrebbe sfociare in una vera e propria patologia: la cosiddetta “Sindrome da depressione autunnale“. Come riconoscerla, quali sono i “campanelli d’allarme” e come intervenire?


A queste e tante altre domande ha risposto la dott.ssa Ines Catania, psicologa e psicodiagnosta di spessore, intervenuta ai microfoni di NewSicilia. Innanzitutto, ha inquadrato il disturbo, dandone una definizione: “La Sindrome da depressione autunnale, o più correttamente il Disturbo Affettivo Stagionale (Seasonal Affective Disorder – SAD), è un’alterazione psicofisica che porta a vari cambiamenti dell’umore i quali, colpendo soprattutto ad ogni inizio autunno – in percentuale minore all’inizio della primavera – paiono seguire un andamento ciclico e sistematico. Si tratta, per la precisione, di un sottoinsieme di disturbi dell’umore nel quale le persone sane, ovvero in piena salute mentale, durante la maggior parte dell’anno presentano sintomi depressivi che si ripropongono sistematicamente nello stesso periodo e più comunemente in inverno“.


I “campanelli d’allarme” della SAD

Ecco quali sono i sintomi da non sottovalutare: “Tra questi si include più frequentemente: sonno eccessivo o difficoltà a svegliarsi al mattino, nausea e tendenza a mangiare eccessivamente – spesso con un desiderio maggiore di carboidrati – il quale porta facilmente ad un aumento del peso“.

Non sono rari la letargia primaverile o altri modelli di alterazione stagionale dell’umore. Sebbene ogni singolo caso possa sembrare molto diverso dagli altri, diversamente al SAD invernale, le persone che soffrono di depressione primaverile ed estiva hanno maggior possibilità di sviluppare sintomi come insonnia, diminuzione dell’appetito e perdita di peso, agitazione o ansietà“, specifica la psicologa.

La fascia d’età maggiormente al centro del mirino sembra essere quella intorno ai 20-30 anni ma, secondo quanto ricordato dalla nostra intervistata, il disturbo affettivo stagionale può presentarsi ad ogni età e tende a colpire maggiormente le donne.

La dott.ssa Ines Catania ha aggiunto: “Proprio come in altre forme di depressione, è importante assicurarsi che non vi siano delle condizioni mediche che causano i sintomi. Inoltre, la depressione stagionale può essere scambiata per ipotiroidismo, ipoglicemia, mononucleosi e altre infezioni virali, quindi è fondamentale una corretta valutazione“.

L’origine del disturbo: 2 teorie

Per giustificare l’insorgenza del SAD sono state proposte varie teorie: “La prima è che sia correlato ad una mancanza di serotonina e che i relativi polimorfismi possano svolgere un ruolo determinante nell’eziologia del disturbo. I topi incapaci di trasformare la serotonina in N-acetilserotonina – per mezzo della serotonina N-acetiltransferasi – sembrano esprimere un comportamento ‘simile alla depressione’ e gli antidepressivi come la fluoxetina aumentano la quantità dell’enzima serotonina N-acetiltransferasi, determinando un effetto simile alla terapia antidepressiva usata per gli umani“.

Un’altra teoria è che sia correlato ad un’alterazione della melatonina. Questa, prodotta dalla ghiandola pineale anche in risposta alla captazione della retina oculare di luce solare – connessione del tratto retinoipotalamico al nucleo soprachiasmatico – è influenzata (diminuita) dall’esposizione alla luce solare. La secrezione di melatonina è fondamentalmente controllata dall’orologio circadiano endogeno, ma può anche essere modificata dall’esposizione luminosa. Troppa melatonina determina una condizione di sonnolenza, apatia e debolezza“, aggiunge la dott.ssa Ines Catania.

Come trattare la SAD

Una volta evidenziato il disturbo, occorre intervenire. Come? La psicologa ci ha detto: “La SAD può essere efficacemente trattata in diversi modi, tramite la terapia della luce, la psicoterapia e, se i sintomi sono importanti, anche con un aiuto farmacologico“.

Nello specifico: “La terapia della luce consiste nell’utilizzo di una particolare lampada che emette una luce molto intensa e filtra i raggi ultravioletti, può essere usata semplicemente a casa, di solito con applicazioni di 20 minuti o più al giorno, al mattino, per tutta la durata dell’inverno. La maggior parte delle persone trae molti benefici dalla terapia della luce entro una o due settimane dall’inizio del trattamento. A causa del ritorno dei sintomi nel tardo autunno, si può iniziare la terapia della luce ad ottobre“.

Ma c’è dell’altro: “Per alcuni, una maggiore esposizione alla luce solare, come ad esempio passare il tempo fuori o organizzare la casa e l’ufficio in modo da essere rivolti verso una finestra durante il giorno, può aiutare. Anche svolgere esercizio fisico regolare, mangiare sano, dormire a sufficienza e rimanere attivi e connessi (partecipare ad attività di gruppo e stare assieme a amici e familiari) sono tutte strategie che possono aiutare le terapie a funzionare meglio e più velocemente“.

La terapia di Auto-sistema e la terapia Outdoor

Nel tempo, tra le terapie psicologiche elettive, hanno dimostrato validi risultati anche la terapia di Auto-sistema e la terapia Outdoor. Nel dettaglio: “La terapia di auto-sistema (SST) si basa sul concetto che la depressione nasce dalla mancata volontà di raggiungere obiettivi personali dovuta alla propria incapacità di auto-motivare e perseguire i loro obiettivi. SST è stato progettato per migliorare la propria capacità di autoregolarsi e raggiungere obiettivi personali, contribuendo a definire gli obiettivi e identificare i passi necessari per il loro raggiungimento. SST individua anche le barriere che impediscono il progresso e creare un piano per come i traguardi possono essere raggiunti. Questo intervento attinge tecniche di terapia cognitiva e BA, ma ha un accento globale sull’autoregolamentazione“.

Il lavoro esterno è stato utilizzato in modo efficace come terapia per il trattamento di persone con difficoltà d’umore durante la stagione invernale in Danimarca. Come esempio, gruppi orticoltura hanno dimostrato effetti positivi sui sintomi depressivi, che possono essere associati con adattamento psicosociale che porta a prestazioni professionali sane. Allo stesso modo, passeggiate all’aria aperta in grado di fornire un ‘effetto terapeutico’ per gli individui con SAD che è alla pari con la terapia della luce“, aggiunge.

Infine, se si ritiene di avere i sintomi della SAD, niente paura: basta rivolgersi ad un professionista della salute mentale che può diagnosticare il disturbo affettivo stagionale e discutere le opzioni terapeutiche: “Con il giusto trattamento, la SAD è una condizione perfettamente superabile“, conclude la psicologa. Impariamo, quindi, a cercare l’aiuto di uno specialista – senza alcuna preoccupazione – per cambiare in meglio la nostra vita.

Immagine di repertorio