È di ieri la notizia dell’approvazione in Parlamento della normativa volta a tutelare la condizione dei migranti. Doppio sì nelle aule di palazzo Madama, per il maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto Minniti sul contrasto all’immigrazione clandestina (145 voti a favore e 107 contrari) e per le norme sui minori stranieri non accompagnati che la Camera ha approvato definitivamente con 375 sì e 13 no. Il primo provvedimento approda a Montecitorio per il sì definitivo alla conversione prevista entro il 18 aprile prossimo. Il secondo si avvia, invece, alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale come legge dello Stato.
“L’Italia è adesso apripista in Europa con un provvedimento umano e di civiltà“, dichiara la deputata del Pd, Barbara Pollastrini, relatrice del progetto di legge. “Lo so, si è sempre in ritardo rispetto ai diritti umani ma oggi è stato raggiunto un traguardo atteso da molto tempo. Solo l’anno scorso, sono stati circa 30 mila i migranti adolescenti senza famiglia giunti nel nostro paese. Lo dico con emozione, finalmente è legge“.
Quali le novità normative. Sono 23 gli articoli che compongono il nuovo decreto Minniti (d.l. n. 13/2017) recante “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale e il contrasto dell’immigrazione illegale”. Il testo prevede, innanzitutto, l’istituzione di 26 sezioni specializzate nei Tribunali (in luogo delle 14 iniziali) in materia di immigrazione, con il precipuo compito di occuparsi delle procedure relative alle richieste dello status di rifugiato, accorciandone i tempi. Vengono inserite, inoltre, misure atte ad accelerare le procedure per le richieste d’asilo e la possibilità per il richiedente di essere ascoltato dal giudice. Ed è previsto anche lo stanziamento di nuove risorse, pari a 2,5 milioni di euro per l’anno in corso e 5 milioni per quello successivo, al fine di garantire l’invio di forze armate in ambasciate e uffici consolari, dove originano e transitano i flussi dei migranti.
La nuove legge sui minori stranieri non accompagnati mira a fornire, poi, maggiori tutele ai ragazzi che sbarcano senza famiglia in Italia, assicurando che gli stessi non potranno più essere respinti e godranno dei medesimi diritti dei loro coetanei europei. Si tratta di bambini che scappano da uno scenario disastroso di fame, guerra e violenze e arrivano nel nostro paese con la speranza di trovare un futuro migliore. Eppure molti di loro scompaiono, diventano ‘missing’ e finiscono nel girone terribile di sfruttamento, prostituzione e organizzazioni criminali. Per tale motivo, è questo un provvedimento fondamentale che si attendeva da tempo.
Il premier Gentiloni lo definisce un chiaro segno di civiltà per l’integrazione dei più deboli. Le organizzazioni internazionali, prima fra tutte Save the Children, salutano la nuova legge con orgoglio, quale simbolo di apertura verso il futuro e verso un sistema organico di tutele che considera i bambini come tali, a prescindere dal loro status di migranti o meno.
La novella legislativa statuisce, per la prima volta, le modalità e le procedure tese ad accertare l’età e ad identificare i minori con una disciplina uniforme a livello nazionale. Viene assicurata ai piccoli migranti maggiore assistenza grazie alla presenza di mediatori culturali nel corso di tutta la procedura ed è, altresì, previsto che all’interno delle strutture di prima accoglienza, i minori non possano risiedere per più di 30 giorni. La legge promuove, inoltre, lo sviluppo dell’affido familiare come via prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture. Viene attivata, inoltre, una banca dati nazionale dove confluirà la “cartella sociale” del minore e partirà l’attivazione delle indagini familiari da parte delle autorità competenti. Il minore potrà, anche, richiedere direttamente il permesso di soggiorno pur in assenza della nomina di un tutore, avrà la possibilità di iscriversi al Servizio sanitario nazionale e godrà di maggiori garanzie di poter fruire del diritto allo studio.
Particolare attenzione, infine, viene dedicata dalla legge ai minori vittime di tratta con un complesso normativo ad hoc, mentre sul fronte della cooperazione internazionale l’Italia si impegna a favorire tra i Paesi un approccio integrato per la tutela e la protezione dei minori, nel loro superiore interesse. “La sfida ora è rappresentata dall’individuazione di strategie in grado di dar seguito ad azioni concrete e risposte” ha dichiarato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria infantile. “C’è la necessità di sviluppare un progetto a lungo termine in grado di andare al di là del sistema di prima accoglienza, occupandosi della tutela psicologica, educativa, legale e giuridica dei minori migranti, per un percorso di inserimento nel tessuto sociale e formativo italiano che ci auguriamo possa arrivare presto”.
Avv. Elena Cassella del Foro di Catania



