Caso Mariella Cimò e Legge 4/2018:  nuove tutele per i crimini domestici

Caso Mariella Cimò e Legge 4/2018: nuove tutele per i crimini domestici

In Italia è sempre più frequente la commissione di crimini di natura domestica, spesso aventi vittime donne. Sono quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso, sia sotto forma di violenza domestica che di femminicidio vero e proprio.

A fronte di questa situazione, è emersa sempre più forte la necessità di tutelare gli orfani  di madri (o padri) uccise dall’altro coniuge o dal mero convivente.

A tal proposito, da ieri è in vigore la legge n. 4/2018, che introduce modiche ad alcune norme codicistiche ed introduce importanti novità in favore degli orfani per crimini domestici. Da oggi, per esempio, nuove circostanze aggravanti in caso di omicidio vengono previste dall’art 577 cp.: l”ergastolo si applica anche a chi uccide il coniuge, anche legalmente separato, o l’unito civilmente o il convivente mentre prima era previsto solo per l’omicidio dell’ascendente o del discendente.

Per chi uccide, invece, il coniuge da cui si è divorziato o da cui è cessata l’unione civile, è prevista la pena della reclusione da 24 anni a 30 anni.

Altra importante novità riguarda la eredità del coniuge ucciso.     

La nuova legge introduce al codice civile il nuovo art. 463 bis, rubricato “sospensione dalla successione”, prevedendo che “il coniuge, anche legalmente separato, nonché la parte dell’unione civile indagati per l’omicidio volontario o tentato nei confronti dell’altro coniuge o dell’altra parte dell’unione civile, è SOSPESO DALLA SUCCESSIONE  fino al decreto di archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento.

In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, il  responsabile è escluso dalla successione ai sensi dell’articolo 463 del presente codice (che riguarda i casi di indegnità a succedere ndr).

Ma le disposizioni della nuova legge riguardano esclusivamente i casi di coniugi o di coppie con figli o anche di quelli che non hanno avuto alcuna prole ?

Un caso di cronaca che dovrà fare i conti con la nuova legge è quello della scomparsa di Mariella Cimò per il cui omicidio è stato condannato lo scorso aprile dalla Corte d’Assise di Catania, a 25 anni di reclusione, il coniuge, Salvatore Di Grazia.

L’omicidio sarebbe avvenuto presso la maestosa villa della povera Cimò a San Gregorio di Catania ove la coppia, senza figli, viveva.

Da questa vicenda è scaturita anche una querelle tra i nipoti della Cimò ed il Di Grazia, riguardante la possibilità di divenire eredi della vittima; problema che troverà soluzione in sede civile. La domanda, infatti, è: Salvatore Di Grazia, alla luce di questa nuova legge, potrà succedere o meno all’eredità della vittima, non avendo avuto figli con la stessa durante il matrimonio?  Ove ciò non fosse possibile, i nipoti della Cimò potrebbero ereditarne l’intero patrimonio.

Pertanto, Salvatore Di Grazia, ai sensi di questa nuova norma, potrebbe essere sospeso dalla successione all’eredità della moglie dal Tribunale Civile di Catania, in attesa che la condanna in primo grado divenga definitiva con sentenza passata in giudicato; ciò che lo escluderebbe definitivamente dall’eredità per indegnità.

Restiamo in attesa delle prime interpretazioni giurisprudenziali.