Australia in fumo, scene “da film di guerra”: iniziano le operazioni di evacuazione, morti e dispersi

Australia in fumo, scene “da film di guerra”: iniziano le operazioni di evacuazione, morti e dispersi

Gli incendi divampati all’inizio della stagione estiva in Australia non cessano di provocare ingenti danni alle persone e all’ambiente. Nelle zone più colpite, gli stati della Victoria e del Nuovo Galles del Sud, si stima sia stato distrutto dalle fiamme un territorio grande quasi due volte il Belgio.

Le conseguenze sono gravissime: con l’emissione di circa 250 milioni di tonnellate di CO2, in continuo incremento, e le fiamme che continuano ad avanzare devastando le aree boschive del paese, sono stati distrutti circa 5 milioni di ettari di boschi dall’inizio degli incendi e si calcola che siano morti circa 500 milioni di animali, considerando solo i vertebrati. Fra le specie più colpite ci sono i koala, animali iconici del Paese e considerati molto vulnerabili, dei quali sarebbero morti più ottomila esemplari, un terzo della popolazione totale che risiede nel Nuovo Galles del Sud.


I roghi si sono diffusi a causa delle più alte temperature mai registrate in Australia, 41,9 gradi Celsius, e a una delle primavere più secche mai viste che ha quindi permesso che gli incendi divampassero anche nelle foreste pluviali e nelle paludi. Oltre agli animali uccisi direttamente dalle fiamme, si temono ripercussioni a lungo termine sugli habitat delle specie tipiche del territorio australiano, andati in gran parte distrutti.

Le fiamme hanno inevitabilmente coinvolto anche l’essere umano. Nei due stati più colpiti sono state accertate almeno 20 vittime e decine di dispersi, il bilancio delle morti potrebbe quindi continuare a salire. Inoltre più di 1.200 abitazioni sono andate distrutte.

Particolare attenzione merita l’operazione messa in atto dalle forze armate australiane che stanno impiegando mezzi da sbarco, aerei e navi per evacuare centinaia di persone al momento ammassate sulla spiaggia di Mallacoota, una località circondata dalle fiamme, in una di quelle scene che da molti sono state definite “da film di guerra“.

Del caso si è interessato anche il primo ministro liberale australiano Scott Morrison, il quale si è recato nei luoghi colpiti dalle fiamme nella città di Cobargo, ma che si è trovato obbligato a interrompere la visita prima del previsto per aver ricevuto fischi, urla e attacchi verbali di protesta da parte dei cittadini.

Fonte immagine corriere.it