È slittata solo di un’ora la conferenza stampa di Matteo Renzi prevista per le 17. L’ex presidente del consiglio ha cominciato a parlare davanti a decine di giornalisti intorno alle 18 e ha ufficialmente annunciato le sue dimissioni da segretario del Partito Democratico, ma solo dopo la formazione del nuovo governo ed altri atti propedeutici fra cui l’assemblea del Pd della quale ha chiesto convocazione.
La decisione delle sue dimissioni è apparsa per molti una soluzione obbligata dopo il negativo risultato elettorale; se ne parlava già ieri, ma adesso è diventata “quasi” realtà. Renzi incassa una roboante sconfitta, ad opera dal Movimento 5 Stelle, capitanato da Luigi Di Maio, e dalla coalizione di centrodestra, capitanata in primis da Salvini e Berlusconi (in termini di voti).
Renzi, tuttavia, non esce ancora di scena, almeno non per il momento. “Coloro i quali al referendum da me proposto hanno votato ‘no’, sono rimasti vittima di questo modello di politica”, ha affermato l’ex premier. Il segretario del PD ha inoltre annunciato: “Non faremo alcun tipo di inciuci con le forze estremiste ma staremo all’opposizione”.
Durante la conferenza, come detto, Matteo Renzi ha ufficialmente chiesto a Matteo Orfini di convocare quanto prima un’assemblea nazionale per trovare subito una nuova guida per il partito. Ma non ha mai escluso che la scelta potesse ricadere sempre sulla sua persona. Insomma, un Renzi che dice sempre di lasciare, ma a parole.



