Uncinetto, il ritorno del “primo amore” delle antiche generazioni

Uncinetto, il ritorno del “primo amore” delle antiche generazioni

L’arte dell’uncinetto è forse una delle più antiche della storia dell’uomo. Grande passione delle anziane di paese, specialmente nel Mezzogiorno d’Italia, sembra essere un piacevole passatempo anche per le giovani generazioni.


Sono sempre più, infatti, le donne (e non solo) che riscoprono il piacere di creare una copertina di lana o un accessorio originale a mano.


Uncinetto – Le origini

Testimonianze di lavori prodotti all’uncinetto si hanno già a partire dall’antichità in ogni parte del mondo, dall’Europa all’Estremo Oriente. Pare che perfino l’Egitto dell’età faraonica conoscesse questa complessa arte.

Come per ogni attività umana, le modalità e gli scopi della produzione sono diversi e frutto di specifici fattori culturali. Se i popoli del Nord Europa utilizzavano l’uncinetto per creare berretti per tenersi al caldo, in Africa l’arte veniva in origine messa a servizio delle piccole comunità allo scopo di produrre copricapi per i capi tribù.

E in Italia? Nel Bel Paese l’uncinetto è molto apprezzato e le prime ad apprenderne i segreti sono state le suore del XVI secolo, che nelle chiese producevano indumenti e addobbi per i luoghi di culto.

In Sicilia

È noto che al giorno d’oggi il Sud Italia rimane la terra della tradizione. “I tempi sono cambiati”, sentenziano in tanti, ma osservando con attenzione esistono ancora piccoli “angoli di paradiso” dove certe usanze coesistono con la modernità, tra alti e bassi.

Uno di questi angoli è proprio la Sicilia. L’isola mediterranea è quel luogo in cui è ancora possibile vedere gli anziani riuniti in piazza a giocare a carte, i grandi pranzi fatti in casa, balli e canti antichi, nonché tradizioni trasmesse di generazione in generazione. Tradizioni che spaziano dall’ambito culinario, che rende la Sicilia famosa nel mondo, a quello sociale.

Tra queste antiche usanze c’è anche quella di celebrare la futura nascita di un neonato regalando scarpette, sciarpe e coperte fatte a mano. Nonostante il prezzo relativamente basso, questi prodotti hanno un alto valore sentimentale per chi li regala e chi li riceve e sono il frutto del lavoro di veri e propri perfezionisti che hanno appreso i segreti dell’uncinetto con una perizia degna dei più grandi sarti.

Per tanto tempo quest’arte è stata affidate alle donne anziane, custodi del know-how dell’uncinetto. Con l’avvento delle nuove generazioni la tradizione di regalare o produrre oggetti in lana fatti a mano sembrava destinata a svanire, ma inaspettatamente la bellezza di questi articoli unici ha spinto tante donne a riscoprire la curiosità per quello strano strumento a forma di bastoncino in grado di creare meraviglie.

Non solo gran parte dei neonati conosce ancora il piacere di essere avvolto da una coperta fatta a mano, ma il range di prodotti creati all’uncinetto disponibili è aumentato sensibilmente. Se prima si trattava per lo più di oggetti destinati ai bambini, oggi nessuno resiste a una cavigliera, a un paio di orecchini o a un qualsiasi accessorio fatto all’uncinetto.

La storia di Santa

Spesso l’arte dell’uncinetto non è solo tecnica o passatempo, poiché dietro l’attività manuale si nascondono storie personali e ricordi indelebili.

Una di queste storie è quella di Santa Florindo, una donna catanese che con l’uncinetto ha sempre avuto un rapporto speciale. Era la passione della nonna e dell’adorata madre, ma da ragazza Santa non avrebbe mai pensato di diventare un’esperta.

La svolta è arrivata con il trasferimento della figlia e la nascita della nipotina. La lontananza, che si aggiungeva a una serie di problemi personali e familiari, ha spinto Santa a trovare un motivo per andare avanti e far sentire la propria presenza alla figlia e alla piccola in arrivo.

“Prima lavoravo all’uncinetto per gioco. Un giorno mia mamma stava male e doveva consegnare una sciarpa… Quella sciarpa l’ho finita io, però per un po’ non ho continuato”, racconta Santa.

“Poi mia figlia, che non vive più in Sicilia, mi ha rivelato di essere incinta. È successo in un momento difficile della mia vita. Nelle sere trascorse da sola in casa, pensavo al fatto di non poter stare vicina a mia figlia e di non poter abbracciare subito la mia nipotina in arrivo. Allora mi sono messa d’impegno, con amore e passione, per creare oggetti da regalare alla piccola”.

Le copertine, in particolare, avevano un valore affettivo molto importante per Santa: Quella coperta era come un mio abbraccio per quella nipote lontana”.

Da lì, Santa non si è più fermata, creando all’uncinetto decine e decine di oggetti per amici e parenti.

Il segreto del successo dell’uncinetto

Se ancora gli oggetti prodotti a mano hanno un fascino irresistibile, è perché è impossibile trovare due articoli uguali. Nessun oggetto viene identico all’altro, anche se viene utilizzata la stessa tecnica.

“I prodotti all’uncinetto possono essere simili, ma mai uguali. Sono sempre unici, inimitabili, originali. Perché il livello di dedizione, passione e impegno che si mette in un lavoro non è lo stesso che si mette in un altro. L’ispirazione viene da sé e quella guida il lavoro”, conclude Santa.

Proprio l’unicità è forse la chiave che permette a questa tradizione, come a molte altre, di sopravvivere nonostante le esigenze contemporanee e determina la riscoperta in chiave moderna di antiche arti come quella dell’uncinetto.

Foto di Santa Florindo