Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini di Kurt Vonnegut

Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini di Kurt Vonnegut

Avevo preannunciato che ne avrei scritto ed eccomi sul pezzo. Mattatoio n. 5 (o La crociata dei bambini) è, senza tema di smentite, uno dei romanzi più originali, profondi, ironici e fuori da ogni genere del panorama letterario contemporaneo.

Partiamo dalla fine. È di fantascienza? Be’ sì, se guardiamo ai viaggi nel tempo e su Tralfamadore di Billy Pilgrim. Ma Pilgrim è anche il pellegrino che ci impone uno sguardo straniante verso le orribili azioni compiute dalla nostra specie e non può che esser preso per matto a raccontarle. Filosofico, dunque, come il Candide di Voltaire? Oppure è una cronaca surreale del massacro di Dresda: 300.000 morti, sul fronte tedesco, quello dei cattivi della Seconda Guerra Mondiale da parte dei buoni, gli Alleati… quindi meglio nasconderli sotto il tappeto della storia.


Biografico? Vi sono mirabili ritratti di Lazzaro, l’uomo che si vendicò di un cane; di Rosewater che leggeva Il Vangelo dello spazio che insegnava a non uccidere uomini altolocati; di Derby “lugubremente gravido di patriottismo, mezz’età e saggezza immaginaria”…

C’è tutto e tanto altro, perché, come direbbe il nostro Vonnegut, così va la vita!

Già allora io avrei dovuto essere occupato a scrivere un libro su Dresda. […] “Eravate solo dei bambini, allora!” disse.

“Cosa?” dissi io.

“Eravate solo dei bambini, durante quella guerra… Come quelli che stanno giocando di sopra!”

Annuii; era vero. Eravamo degli stupidi sbarbatelli, appena usciti dall’infanzia.

“Ma lei non ha intenzione di scriverlo, vero?” Non era una domanda; era un’accusa.

“Io… io non so” dissi.

“Be’, lo so io” fece lei. “Fingerà che eravate degli uomini anziché dei bambini, e poi ne tireranno fuori un film interpretato da Frank Sinatra e John Wayne o da qualcun altro di quegli affascinanti vecchi sporcaccioni che vanno matti per la guerra. E la guerra sembrerà qualcosa di meraviglioso, e così ne avremo tante altre.” […]

“Le dirò una cosa” feci. “Lo intitolerò La crociata dei bambini.”

Buona lettura e buone riflessioni 🙂