Quarantena da Covid-19, cosa hanno imparato i siciliani in questo periodo di isolamento forzato?

Quarantena da Covid-19, cosa hanno imparato i siciliani in questo periodo di isolamento forzato?

La diffusione del Coronavirus ha sicuramente stravolto le nostre vite in ogni aspetto. Chiusi in casa, separati dai nostri affetti più cari ma tutti uniti da un unico “nemico” da combattere con le unghie e con i denti. Certo è che stiamo vivendo delle “vite parallele” a quelle a cui solitamente siamo abituati, tutto si è adattato all’emergenza in atto nel Paese. In questo momento tanto delicato quanto intenso, è naturale che l’isolamento porti con sé attimi di riflessione che, altrimenti, presi dalla frenesia della routine quotidiana, non ci sarebbero stati o per lo meno non in questi termini.

Abbiamo così sondato un po’ il terreno chiedendo quale sia la lezione che ciascuno di noi ha imparato o sta imparando da tutto ciò e, statisticamente, non c’è nessuno che tornerà alla propria quotidianità senza un nuovo “tesoro” o, perché no, un nuovo aspetto da migliorare, consolidare o modificare. Questo è possibile solo avendo una prospettiva di vedere le cose differente: non siamo “bloccati in casa” ma siamo “al sicuro in casa” nel rispetto delle regole, il che è ben diverso.


La quarantena forzata, imposta per il bene di tutti, sta facendo compiere un viaggio introspettivo non indifferente. Un ottimo metodo di guardarsi dentro, migliorando di gran lunga la comunicazione e l’interpretazione di noi stessi. Ecco che vengono fuori tratti del carattere che, normalmente, stavano forse “dormendo”: alcuni utenti si sono scoperti impulsivi ma anche maturi e hanno percepito a fondo che vuol dire essere indipendenti, anche economicamente, imparare a fare tutto da soli senza chiedere aiuto a nessuno, perché o ci si dà da fare o non ci sono altre strade.

C’è chi, ancora, è andato molto in profondità e ha imparato/sviluppato abilità che non pensava di possedere: in primis la cucina. Ricette alla mano, ingredienti sul tavolo, per “occupare le giornate” ci si cimenta nella preparazione di piatti nuovi. Oltre questo, si riprendono in mano vecchi progetti, magari accantonati per mancanza di tempo: in molti si sono dedicati a lavori creativi, alla lettura, alla visione di film e serie tv, al ricamo, al decoupage, a riarredare/sistemare la casa o hanno imparato a suonare uno strumento musicale, semplicemente tramite dei tutorial online.

Ma l’attenzione fondamentale va ai legami. Tantissimi hanno scoperto che è proprio in questo momento che si nota chi è davvero “ad un passo dal cuore”, nonostante una lontananza che solo apparentemente separa. In aiuto, per fortuna, ci viene la tecnologia che accorcia notevolmente le distanze tramite una chiamata o una videochiamata, dato che non vale più la scusa “non sono a casa” o “non ho tempo”. Privandoci di qualcosa, è naturale, si apprezzano poi gli attimi vissuti con la propria famiglia e gli amici. A volte si ha solo bisogno di staccarsi un po’ dalle persone anche per capire come sono realmente, quanto tengono a noi. Questo è un punto comune nelle riflessioni di moltissimi.

La convivenza forzata, però, ha i suoi limiti e, se da un lato sviluppa questo senso di niente che passa solo se accanto si hanno le persone amate, dall’altro c’è chi capisce qual è il suo posto nel mondo e, magari, mette a fuoco che è ora di cambiare stile di vita, iniziando a vivere da soli e fare un passo in più che prima non si credeva possibile. C’è chi impara anche ad essere paziente, anche solo per rispettare i bisogni altrui, ad ascoltare maggiormente.

Gli studenti, invece, ci hanno detto che la più grande lezione è stata quella di vivere in modo diverso il periodo universitario, per esempio la fatidica “sessione d’esami. Quando tutto sarà ormai un ricordo lontano, molti non si precluderanno più di uscire, ma tenteranno di far combaciare lo studio “matto e disperatissimo” con lo svago, elementi entrambi essenziali per la vita di ciascuno e se l’ago della bilancia si è spostato verso il primo, sarà bene, per il futuro, riequilibrare le sorti. Correlato a ciò, c’è chi si è dato da fare assistendo a corsi online di ogni tipo, inerenti al proprio percorso di studi oppure semplicemente arricchendo il proprio bagaglio culturale. In genere, infatti, molti non si sono lasciati scoraggiare dalla quarantena ma ne hanno approfittato optando per seguire le lezioni universitarie in differita e, nel frattempo, studiare anche argomenti extra che potrebbero servire per il futuro anche a trovare un lavoro. L’università, spesso, implicando la frequenza obbligatoria, limitava un po’ nell’approfondire altre tipologie di conoscenze altrettanto utili.

Insegnamento comune a tutti è quello di non rimandare nulla: vuoi che sia un viaggio, un acquisto, un’uscita. Se si ha voglia di partire, per esempio, bisogna farlo prima possibile. La vita va ben oltre i nostri progetti, è tutta un’altra storia e bisogna cogliere la palla al balzo, sempre.

Ma non è tutto oro quello che luccica: una grande fetta di utenti ha capito di possedere un tratto della personalità che, magari per i troppi impegni, era un po’ “oscurato”. Parliamo della pigrizia, dato che una delle risposte più frequenti è stata proprio in tal senso. Molti hanno imparato di esserlo ancor di più di quel che pensavano, ma è un dato quasi inevitabile, poiché comunque stare a casa spinge molto ad avere una vita sedentaria e chi generalmente non può farlo ne approfitta proprio adesso e il divano, si sa, piace a tutti.

Una volta effettuato un viaggio dentro di noi, alcuni si sono dedicati anche ai propri animali domestici. Per esempio, ci hanno raccontato di aver insegnato al proprio cane diverse abilità e di aver dato maggior valore all’amico a quattro zampe, che è pronto ad “ascoltarci” e a dare amore qualsiasi cosa succeda fuori casa. Lui c’è sempre e questa certezza, in alcuni, è maturata proprio in questo periodo in cui sta “vivendo” maggiormente la vicinanza del proprio cane/gatto o simili.

Non importa, quindi, cosa si impara ma il valore che si dà ad ogni insegnamento. La luce in fondo al tunnel esiste e bisogna essere caparbi fino alla fine, per scoprire (nuovamente) quanto il mondo sia meraviglioso, quanto le piccole cose contano e non vadano sottovalutate, nonostante i mille impegni, nonostante la vita a volte sia veramente piena di tanto “da fare”. C’è anche tanto da attenzionare e da dare. Solo quando si smette di programmare ogni cosa, ogni attività si può tornare a vedere la felicità nelle piccole cose inaspettate. Fino a poco tempo fa non ci facevamo neanche caso, ci stavamo concentrando su cosa ci manca, mentre, in quarantena, abbiamo considerato ciò che abbiamo, senza perdere più nuove opportunità di crescita interiore ed esteriore. Questa, forse, è la ricchezza più grande.