Programmazione, progetto e rinascita, "Liberate il Calcio Catania": l'era Pulvirenti è al capolinea?

Programmazione, progetto e rinascita, “Liberate il Calcio Catania”: l’era Pulvirenti è al capolinea?

Programmazione, progetto e rinascita, “Liberate il Calcio Catania”: l’era Pulvirenti è al capolinea?

CATANIA – “Liberate il Calcio Catania”. Poche parole ma il messaggio è chiarissimo. Da questa mattina, è in corso la protesta del tifo organizzato catanese, sceso in piazza per chiedere, appunto, la “liberazione” della matricola etnea.


I tifosi vogliono la cessione della società da parte di Antonino Pulvirenti, attuale patron rossazzurro, il quale, più volte, ha fatto intendere che la vendita del pacchetto societario è rimasta l’unica strada percorribile.


Il Calcio Catania, almeno secondo quanto dichiarato dai dirigenti in più occasioni, andrà avanti tranquillamente fino a giugno, ovvero fino alla fine del campionato in corso. Ma, con la situazione attuale, è difficile parlare di programmazione, di progetto e, volendo estremizzare il concetto, di rinascita.

E in città tutto questo è ormai palese. Mentre la squadra svolge l’ultimo allenamento dell’anno a “Torre del Grifo”, gli stessi tifosi che da diverse giornate disertano gli spalti del “Massimino” per protesta, scendono in piazza per dimostrare, come spesso accaduto, sostegno e vicinanza a quello che di fatto è un patrimonio da preservare.

Da tempo, i risultati sportivi mancano e il salto di categoria – utile non solo per il prestigio, ma anche per l’economia di un club – non è mai arrivato, nonostante siano state impiegate tutte le forze necessarie.

Un discorso facilmente assimilabile alla situazione sportiva attuale. I rossazzurri, settimi in classifica e lontani dal primo posto occupato dalla sorprendente Reggina, sembrano aver riposto la maggior parte delle loro speranze sulla Coppa Italia Serie C, forse l’ultimo baluardo stagionale a cui aggrapparsi prima di scrivere nuove pagine.

Il corteo odierno è partito da piazza Santa Maria di Gesù e arriverà alla Villa Bellini.

Video di Giuliano Spina