Marcolin scopre l’efficacia del 3-5-2. Adesso un Catania “camaleontico”

Marcolin scopre l’efficacia del 3-5-2. Adesso un Catania “camaleontico”

CATANIA – Una squadra che sappia cambiare pelle quando la situazione lo richiede. Questo il Catania che piace a mister Dario Marcolin. Il tecnico bresciano era partito con l’intento d’imprimere una identità precisa alla formazione dell’Elefante attraverso il 4-3-1-2. A giudicare dalle prestazioni offerte con Pro Vercelli e Perugia, sembrava che la scelta di puntare sul sistema di gioco in questione potesse sortire gli effetti sperati anche nel lungo periodo. Ben presto, invece, ci si è accorti che il Catania stava diventando prevedibile. Anche perché gli avversari hanno studiato i rossoazzurri, profondamente rinnovati dal mercato cosiddetto di “riparazione”.

Così sono venuti fuori risultati e prestazioni al di sotto delle attese. L’utilizzo della variante 4-2-3-1 è tornata utile a Marcolin, come la decisione di rispolverare il 4-3-3, che per tanti anni è stato un autentico marchio di fabbrica in casa Catania. A Bari ci si aspettava la conferma della linea difensiva a quattro, invece, un po’ a sorpresa, il Catania è stato disposto in campo diversamente. Spazio al 3-5-2, più precisamente un 3-4-1-2 mutevole in 5-3-1-2. Il risultato? Un’eccellente prestazione sul piano difensivo, con risvolti positivi nelle ripartenze unitamente ad una buona capacità di palleggio e disciplina tattica.

Ben messo in campo, il Catania ha sfiorato il colpaccio su un campo difficile contro una squadra trascinata dall’entusiasmo del popolo barese, abbastanza convinto di fare un sol boccone dei rossoazzurri. Gli etnei hanno commesso praticamente un solo errore nel corso dei 90 minuti, “regalando” a De Luca la rete del definitivo 1-1 a seguito dell’ingenuità dell’ex Sciaudone che non ha intercettato il lungo e ben calibrato lancio di Donati.

Una nuova soluzione tattica per Marcolin, che pensa ad un Catania sempre più camaleontico, capace di cambiare vestito al momento opportuno e di non dare punti di riferimento all’avversario di turno. Con un assunto di base: la capacità di essere “operaio”. A Bari lo è stato, come dovrà esserlo nelle restanti gare della stagione. Al San Nicola si sono presentati segnali di risveglio concreti, ora serve continuità in termini di punti e gioco per risollevare un Catania ancora desolatamente in piena zona retrocessione. 

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