Lutto nello sport siciliano, scomparsa Liliana Pizzo: fu la fondatrice della Torre Tabita

Lutto nello sport siciliano, scomparsa Liliana Pizzo: fu la fondatrice della Torre Tabita

Lutto nello sport siciliano, scomparsa Liliana Pizzo: fu la fondatrice della Torre Tabita

CATANIA – Lo sport siciliano piange Liliana Pizzo, 84 anni, ex giocatrice e allenatrice catanese di pallavolo e fondatrice della Torre Tabita, primo team vincitrice della Coppa Italia femminile della stagione 1978/79.


Lo scorso mese di aprile era stata programmata una grande festa per rivivere i fasti della pallavolo catanese portata avanti non solo da Liliana Pizzo ma anche dalle figlie Tiziana e Donatella, entrambe docenti di scienze motorie, che fecero parte oltre che della compagine catanese anche della nazionale italiana di pallavolo. La festa fu poi rimandata a causa dell’emergenza.


Liliana Pizzo, nonna del campione siciliano di Scherma Paolo Pizzo, aveva recentemente gioito anche per la nascita della secondogenita del nipote Paolo, Nicole, nata a maggio scorso, e che aveva reso Liliana bisnonna per la terza volta.

La professoressa è morta stamattina ad Aci Trezza, a pochissimi chilometri da Catania.

Durante la sua carriera si ricordano anche i successi ottenuti in occasione dei Giochi della Gioventù e del trionfo nazionale con il team dell’Alidea Catania con la conquista dello scudetto durante la stagione 1979/80. Di quella formidabile squadra di 40 anni addietro facevano parte, oltre alle già citate figlie Tiziana e Donatella, anche le sorelle Rannisi, Enza Carchiolo, Carmela Bellini, Pina Ferlito, Marzia Privitera, Antonella Borzì, Letizia Billotta, Eleonora Caramazza, la straniera Julia Bendeova, tanto per ricordarne alcune.

Il successo tricolore rappresenta ancora oggi l’unica conquista siciliana per la categoria nel mondo della pallavolo femminile locale.

Il direttore e la redazione di Newsicilia sono vicini al dolore delle figlie Tiziana e Donatella, del nipote Paolo e di tutti i congiunti dell’indimenticabile Liliana.

Fonte foto: Facebook – Paolo Pizzo