Il Catania e il rischio di fallimento. Come ripartire nel caso? In Italia esempi illustri: dal Parma al Napoli

Il Catania e il rischio di fallimento. Come ripartire nel caso? In Italia esempi illustri: dal Parma al Napoli

Lo sport è una sorta di metafora della vita. A tanti successi possono seguire diversi fallimenti e viceversa, si vince e si perde, ci si diverte e ci si arrabbia, si passano momenti “d’oro” e altri di sconforto. In Italia quello più seguito e dal maggior risalto mediatico è sicuramente il calcio, facilmente considerabile come il mondo sportivo nel quale girano più soldi e interessi, dove le società, ma anche alcuni calciatori, sono delle vere e proprie aziende.

Già solo per questi fattori, oltre ovviamente a quelli puramente “romantici”, sarebbe riduttivo considerare il calcio (così come tante altre discipline sportive) “solo un gioco“. È un gioco nella misura in cui, mettendo da parte la passione di partecipanti e tifosi, non si deve arrivare a episodi spiacevoli come sommosse di alcuni gruppi ultras o, se non peggio, omicidi in nome della propria squadra nel cuore; viene meno nell’essere solo un gioco nel momento in cui, riesce a unire miliardi di tifosi e appassionati nel mondo, rappresenta non solo un momento di svago ma, per alcuni, una vera e propria salvezza dai problemi della vita (basti pensare a quanti ragazzi sono stati salvati dalla ferocia della strada grazie a un pallone e due porte “di fortuna”).


Insomma, lo sport racchiude in sé diversi fattori che lo elevano da semplice gioco a vero e proprio fenomeno sociale. E le società, in questo caso del mondo del calcio, rappresentano tante volte l’essenza e l’identità non solo di una tifoseria, ma di una città intera (vedasi i colori delle maglie, scelti, molte volte, per identificare la città di appartenenza). In questo caso, i colori del Calcio Catania, azzurro (come il mare) e rosso (come il fuoco dell’Etna), sono il più fulgido esempio di una squadra che rappresenta in toto l’identità cittadina.

In questo particolare periodo storico, però, proprio la società etnea sta attraversando forse il peggior incubo per qualsiasi azienda e, nel caso del calcio, per i propri tifosi: il rischio di fallimento. Qualche giorno fa infatti, è stata presentata dalla Procura l’istanza di fallimento della società, che verrà discussa in aula nella giornata di lunedì. Una doccia fredda per tifosi, staff, giocatori e allenatori, che si chiedono quale sarà il loro futuro e quello del Catania.



Ovviamente, la squadra etnea non è l’unica a essere stata vicino a un punto di non ritorno nella storia del calcio italiano. Gli esempi di fallimento sono tanti e non tutti hanno rappresentato la fine definitiva di una società, ma anzi, sono stati visti (e i risultati hanno confermato) come la possibilità di una nuova ripartenza. Basti pensare all’esempio molto recente del Parma, dichiarato fallito il 19 marzo del 2015, ripartito dai dilettanti e ritornato in tre stagioni in Serie A. Al momento, inoltre, gli emiliani stanno lottando anche per un posto in Europa.

Oppure la Fiorentina, che grazie all’opera dei Della Valle, iniziata il primo agosto del 2002, è riuscita a ripartire dalla Serie C2 dopo il fallimento dichiarato nella stagione 2001-2002. La dinastia dei Della Valle ha portato l’ACF Fiorentina non solo nel massimo campionato italiano nel giro di 2 stagioni, ma anche alla disputa della Champions League per le stagioni 2008-2009 e 2009-2010 (nella quale i viola furono fermati ai quarti di finale dal Bayern Monaco, finalista a Madrid quell’anno con l’Inter di Mourinho).

Parlando di squadre del sud Italia, merita la citazione anche il fallimento del Napoli dichiarato il 2 agosto del 2004. Dopo quella data, la società fu rilevata dall’attuale presidente Aurelio De Laurentis, che la iscrisse al campionato di Serie C1 per la stagione 2004-2005. Il ritorno in Serie A arriva nel 2007 per i partenopei, che grazie alla guida di Walter Mazzarri riusciranno anche e raggiungere nuovamente la qualificazione in Champions League nel 2011 e a tornare a giocarsi lo scudetto (senza vincerlo) con Maurizio Sarri in panchina.

Dall’inferno all’Europa, se non addirittura, ai vertici del calcio italiano. Il fallimento, per quanto sconfortante, è una caduta durante una corsa. Ci si cura le ferite, si studia come evitare di ricadere nell’errore e si riparte più forti di prima e anche più motivati se necessario. Ricollegandoci a quanto detto a inizio articolo, è un po’ la metafora della vita. I tifosi del Catania, qualora dovesse concretizzarsi uno scenario fino a poco tempo fa impensabile, sanno bene come ripartire e rialzarsi.

Immagine di repertorio