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Giro d’Italia a Catania: perché non sarà una festa per tutti

Giro d’Italia a Catania: perché non sarà una festa per tutti

CATANIA – È il giorno del Giro d’Italia a Catania. Dopo 3 suggestive tappe in terra d’Israele, la carovana rosa torna a casa e si prepara a entrare nel vivo della competizione.

Una partenza insolita quella dell’edizione numero 101, che per la prima volta ha valicato i confini europei ed è giunta in Medio Oriente per la sua tappa inaugurale il 4 maggio, a Gerusalemme.



La storica decisione è stata posta sotto il vessillo del ricordo di un mito del ciclismo, Gino Bartali, insignito il 10 ottobre del 2013 del titolo di “Giusto tra le Nazioni” e ora diventato cittadino onorario di Israele in virtù del salvataggio di alcuni ebrei tra il 1943 e il 1944. Qualcuno sostiene che la storia sia assai dubbia e che possa addirittura trattarsi di un falso.

Al di là del dato storico, però, la partenza del Giro da Israele non ha mancato di suscitare polemiche di carattere politico.


Per molti, infatti, i 14 milioni di euro versati a Rcs e Gazzetta dello Sport (che si occupano dell’organizzazione della gara) da parte del governo mediorientale (più 2 milioni di euro da privati) altro non sarebbero che il prezzo di un’imponente operazione di immagine in occasione del 70esimo anniversario della nascita di Israele. Era il maggio del 1948, infatti, quando gli ebrei festeggiarono la rinascita dopo l’Olocausto con la formazione di un proprio stato. Rinascita da una parte, catastrofe dall’altra, vale a dire dal fronte opposto dei palestinesi che ricordano lo storico passaggio, e il conseguente esilio, con il nome di “Nakba”, catastrofe appunto.

Ed è proprio per dimostrare solidarietà al popolo palestinese che in molti, nel capoluogo etneo, si dicono contrari alla celebre competizione perché, attraversando Israele, ne avrebbe legittimato le azioni contro gli abitanti dei territori occupati, fatte di repressioni, muri e uccisioni. Per questo motivo oggi non mancheranno i cittadini etnei che sventoleranno la bandiera palestinese al passaggio degli atleti.

A prendere una posizione netta contro la manifestazione era stato ieri il club di rugby I Briganti Librino che aveva declinato l’invito da parte della Rai a una manifestazione collaterale al passaggio del Giro d’Italia da Catania. Una decisione così motivata: “Ci sembrava inaccettabile partecipare ad una manifestazione che quest’anno ha scelto di partire da Israele, chiudendo gli occhi e tacendo i crimini che quotidianamente si ripetono nei territori occupati mortificando il popolo palestinese, privato con la forza di Terra e Libertà. […] Il Giro d’Italia quest’anno ha preferito incassare qualche euro di sponsorizzazioni piuttosto che affermare i principi dello Sport. Vergogna“.

Fonte foto: Wikipedia