Catania, Pablo Cosentino ai giudici: “Sono estraneo ai fatti e Pulvirenti è un folle se ha comprato partite”

Catania, Pablo Cosentino ai giudici: “Sono estraneo ai fatti e Pulvirenti è un folle se ha comprato partite”

CATANIA – “Non so nulla di combine e Pulvirenti è semplicemente un folle. Sono estraneo ai fatti che mi contestate”. Così l’amministratore delegato del Calcio Catania, Pablo Cosentino, si è rivolto ai giudici durante l’interrogatorio di garanzia. 

“Se avessi fatto tutto questo sarei stato un folle, non conosco nessuno degli altri indagati tranne Delli Carri col quale avevo rapporti di lavoro”.

Cosentino, dopo aver risposto alle domande del Gip Fabio Di Giacomo, ha già lasciato il palazzo di Giustizia, in compagnia del suo legale Carmelo Peluso. 

Nell’inchiesta ‘I treni del gol’, lo ricordiamo, la società dell’Elefante è accusta di truffa e frode sportiva con associazione a delinquere.

“Il mio assistito – ha spiegato Peluso – ha riferito al giudice che lascerà il Catania ed il suo contratto non verrà certamente rinnovato. Se Cosentino avesse realmente assunto la decisione di comprare le partite, non avrebbe avuto motivo di rafforzare la squadra nel mercato di gennaio. Lotito? Con il dirigente della Lazio si è parlato di altro. La frase di cui si è parlato in questi giorni non era nell’ordinanza e non è stata oggetto d’indagine”.

“Il mio obiettivo? – ha concluso Pablo Cosentino – Solo quello di fare un club forte per vincere il campionato”

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