Catania, da meteore rossoazzurre a protagonisti fuori dalla Sicilia

Catania, da meteore rossoazzurre a protagonisti fuori dalla Sicilia

CATANIA – Chi più, chi meno. Negli ultimi dieci anni almeno una decina di giocatori che hanno indossato la casacca rossoazzurra si stanno mettendo in evidenza altrove dopo una parentesi in chiaroscuro ai piedi dell’Etna. Il caso più eclatante è sicuramente quello di Graziano Pellè. L’attaccante di San Cesario di Lecce lasciò intravedere di possedere potenzialità interessanti nell’avventura catanese durata pochi mesi nel 2005. Giovanissimo, con Nedo Sonetti in panchina totalizzò 15 presenze venendo prelevato in prestito secco dal Lecce. Con zero gol all’attivo, per lui l’esperienza etnea fu più che altro di natura formativa.

Da allora di strada ne ha fatta il ragazzo classe 1985. In Serie B migliorò le sue prestazioni a Crotone e Cesena prima del trasferimento in Olanda con la divisa dell’AZ Alkmaar. Qui rimase per quattro stagioni dando un contributo utile alla causa pur siglando un numero esiguo di gol. Poi l’infruttuoso ritorno in Italia tra le fila di Parma e Sampdoria ed il ritorno in terra olandese giocando nel Feyenoord, dove ha conquistato la fiducia dell’intero ambiente a suon di gol fino ad arrivare ai giorni nostri. Oggi veste la maglia del Southampton e, soprattutto, è reduce dal gol-vittoria siglato all’esordio nella Nazionale di Antonio Conte contro Malta dopo le esperienze in Under-20 e 21. Momento magico nella carriera di Pellè, che sogna palcoscenici sempre più importanti.

Tra gli altri ex rossoazzurri meteore a Catania e attuali protagonisti della scena c’è anche l’esterno destro Riccardo Nardini. Con la sua velocità aveva lasciato ben sperare i tifosi dell’Elefante, ma nella realtà dei fatti si è rivelato poco determinante ai piedi dell’Etna. Successivamente ha fatto discretamente bene in A con la Reggina; dal 2010 ha giocato con una certa regolarità in Lega Pro con la Reggiana e, soprattutto, in B indossando le casacche di Empoli e Modena. Quest’anno ha fatto il suo ingresso in campo anche allo stadio Angelo Massimino, da avversario, mettendosi in discreta evidenza. A Modena può rivelarsi determinante il contributo di Nardini in chiave playoff.

Restando in tema di divise in tenuta gialloblu, citiamo anche il laterale destro Gennaro Sardo. A Catania ha vissuto un rapporto conflittuale con la tifoseria. Non è mai scoppiato l’amore tra le parti, nemmeno quando mise a segno il gol valido per i tre punti contro il Livorno nella stagione 2007/2008. Frequentemente fischiato dai tifosi, dal 2009 in poi la vita del calciatore napoletano è cambiata a Verona, sponda Chievo. Qui ha trovato meno pressioni, una piazza che lo ha atteso rimanendone favorevolmente impressionata. Ancora oggi Sardo fa parte della rosa del Chievo con risultati lusinghieri.

Che dire, poi, di Marcello Gazzola? Il terzino di Borgotaro era approdato in Sicilia con grande entusiasmo, speranzoso di giocarsi le proprie carte in Serie A. Non convinse appieno totalizzando appena tre presenze con il Catania, per poi ripartire dal campionato cadetto con Avellino, Ascoli e Sassuolo. In queste piazze ha trovato la necessaria continuità ed allo stato attuale rappresenta un difensore affidabile per la massima categoria. Proprio al cospetto del Catania ha giocato nella passata stagione disputando una delle migliori partite al Mapei Stadium e togliendosi, probabilmente, qualche sassolino dalle scarpe.

Altro caso meritevole di essere menzionato è quello relativo a Mirco Antenucci. Il Catania non gli ha mai concesso veramente fiducia. Dopo i gol a raffica realizzati con la maglia dell’Ascoli, sotto il vulcano non ha lasciato il segno. Lo si ricorda esclusivamente per un calcio di rigore trasformato in occasione della sofferta partita Catania-Parma, vinta dai rossoazzurri con il risultato di 2-1. La prolifica esperienza in prestito al Torino lasciava intuire che in futuro sarebbe potuto tornare utile al Catania. Invece la storia è rimasta immutata. In seguito la società del Presidente Pulvirenti ha ceduto Antenucci a Spezia e Ternana facendo mirabilie con la squadra umbra, per poi intraprendere l’avventura inglese nel Leeds United in cui militano anche gli ex Catania Giuseppe Bellusci e Souleymane Doukara.

A proposito dei calciatori appena citati, il primo ha sempre diviso la tifoseria catanese tra chi incoraggiava il suo spirito irruento e chi, invece, non riteneva che questo fosse da ritenere riconducibile ad un livello di maturità adeguato per la Serie A. In Inghilterra, invece, sta mettendo tutti d’accordo. I supporters lo hanno identificato con il soprannome “The Warrior”. Dopo avere iniziato nel peggiori dei modi l’avventura britannica “regalando” un rigore agli avversari e rimediando un cartellino rosso, si è riscattato con brillanti prestazioni e due gol finora realizzati. È entrato nel cuore dei tifosi del Leeds, rimasti colpiti anche dall’apporto di Souleymane Doukara, che entusiasma per la generosità, la grinta e la rapidità con cui mette in apprensione le difese avversarie.

Vi ricordate, inoltre, del centrocampista Amidu Salifu? Nell’anno dei record con Rolando Maran al timone, il centrocampista ebbe pochissime opportunità di mettersi in mostra. Nel girone d’andata fece intravedere potenzialità interessanti, peccato che problemi fisici ne pregiudicarono rendimento e disponibilità. Alla fine Salifu giocò solamente 10 gare a Catania per poi fare ritorno alla base al termine della stagione. La Fiorentina proprietaria del cartellino lo ha ceduto al Modena, e qui Salifu sembra avere trovato l’habitat ideale.

Chiudiamo con Osarimen Ebagua. Nella gestione Montella, approdò in Sicilia a gennaio del 2012 fungendo come alternativa principale a Gonzalo Bergessio. Giocò con il contagocce, sprecando sistematicamente le rare occasioni concessegli da Montella. A giudicare dal ritorno al Varese e dalla successiva esperienza allo Spezia, squadra in cui milita attualmente, si evince però che Ebagua sia una vera e propria macchina da gol tra i cadetti. Se per lui la A rappresenta un tabù, in B è un bomber tascabile, fa la differenza. 

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