Rapporto tra uomo e donna in scena con “Sadismo di Coppia”

Rapporto tra uomo e donna in scena con “Sadismo di Coppia”

CATANIA- L’amore e le sue tante innumerevoli declinazioni come il tradimento. Ma chi tradisce, ama? Perdona veramente chi è stato tradito? Dubbi amletici a cui è quasi impossibile dare una risposta sincera.

Nella vera e divertente pièce “Sadismo di coppia”, terzo spettacolo in cartellone della fortunata stagione di Teatro Mobile di Catania, ideato, scritto e diretto da Francesco Maria Attardi in scena al Centro Zo fino a domenica 11 febbraio, si affronta lo spinoso argomento dell’infedeltà con grande ironia e intelligenza facendo rivivere tra il numeroso pubblico discussioni, litigi e dinamiche familiari affrontate e forse mai sopite.

Un perfetto triangolo amoroso, interpretato in maniera ineccepibile da un’inarrestabile e coinvolgente Plinio Milazzo, una vulcanica e straripante Francesca Agate e un intrigante ed intelligente Francesco Bernava, che decide d’indagare nei segreti dell’altro scoprendo verità e situazioni che mai avrebbero voluto conoscere.

Tutto nasce da una voglia, probabilmente insana, della moglie (Francesca Agate) di avere la conferma dei tradimenti del compagno, diventato marito dopo undici anni di convivenza (Plinio Milazzo), il quale accetta questo gioco al massacro al patto che anche la moglie confessi. Da qui s’innescano una serie di situazioni esilaranti che fanno sorridere riflettendo in cui ci si pone inevitabilmente davanti a tante domande e troppi punti interrogativi apparentemente irrisolti in una scena, curata da Arsinoe Delacroix, ancora piena di scatoloni del precedente trasloco, simbolo di un imminente cambiamento nella vita della coppia.



Riduttivo relegare lo spettacolo ad un banale rapporto in cui lui, lei e l’altro (Francesco Bernava) si cornificano senza ritegno, ma un’introspezione psicologica dove le motivazioni vengono snocciolate e analizzate anche davanti ad un fantomatico psicoterapeuta che non fa altro che mettere allo specchio la vita di queste tre anime così diverse e complementari allo stesso tempo.
Vita reale e palcoscenico si confondono, perché tutti, nessuno escluso, siamo stati traditi e abbiamo tradito, fino al punto di diventare una cosa sola come quando poco prima dello spettacolo al pubblico in sala vengono consegnati dei fogli anonimi su cui poter raccontare la propria esperienza, letta dagli attori alla fine della pièce.

Amicizia, rabbia, rancore e complicati rapporti tra uomo e donna trovano nello spettacolo di Francesco Maria Attardi, supportato dall’aiuto regia Tony Bellone, con le musiche di Massimiliano Pace, il luogo ideale in cui potersi esprimere e confrontare offrendo al pubblico la possibilità di poter risvegliare quel dialogo con il proprio partner che si era forse assopito dal rumore della quotidianità e magari scoprire qualcosa che neanche si sospettava come un amore sincero che non conosce interferenze esterne o un sentimento fragile distrutto dalla completa assenza di chiedersi se ancora vale la pena combattere per un rapporto logorato dal tempo.